Negli ultimi giorni, hanno creato grande dibattito, alcune dichiarazioni rilasciate dal trio ‘Il Volo‘. Ignazio Boschetto, Piero Barone e Gianluca Ginoble hanno affermato di aver rifiutato l'invito del Presidente degli Stati Uniti d'America Donald Trump, a cantare per lui, nel giorno del suo insediamento.

Le loro parole, affidate a un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, sono state: "Non possiamo appoggiare un uomo che ha basato la sua ascesa politica sul populismo oltre che su atteggiamenti xenofobi e razzisti". La loro presa di posizione ha scatenato la reazione di Vittorio Sgarbi che prima ha consigliato a Trump di mettere un disco e non intestardirsi a volerli ospitare. Poi, ha sfidato apertamente ‘Il Volo', sostenendo di non credere al fatto che i tre giovani siano stati invitati alla Casa Bianca:

"[…] Mi chiedo: ma siamo certi che Trump, li abbia invitati veramente? Ho il dubbio che oltre alla stron*ata enorme di aver detto ‘Non andiamo', questo non sia un pensiero che nasce da una lettera, un fax, una mail, con la firma di Donald Trump o anche della segreteria, dell'organizzazione, degli uffici. Ma una risposta suggerita o pensata da ‘Il Volo' a una eventuale domanda "Se Trump ci chiedesse di cantare per lui, col cavolo…gli diremmo di no, perché noi siamo contro i populisti xenofobi".

Quindi ha continuato: "È talmente bello dirlo, insultare nel modo più violento Trump e dire ‘Noi siamo diversi, siamo una categoria umana antropologicamente diversa da Trump. A noi non importa il denaro, non importano i soldi, non importa la fama. A noi importa il canto, siamo idealisti, abbiamo le ali come gli angeli'".

Sgarbi: "Possiedo un documento segreto che dimostra che Donald Trump non ha mai invitato ‘Il Volo'"

Infine, ha affermato di possedere un documento che dimostrerebbe che l'invito del Presidente degli Stati Uniti ai tre artisti, non si è mai verificato:

"Io sono assolutamente certo che loro non potranno esibire nessuna richiesta ufficiale della segreteria di Trump. Hanno detto di no a niente, a nessuno. Hanno inventato un nemico cattivo, brutto, xenofobo e gli hanno detto ‘Noi  per te non cantiamo, la nostra bella voce per te non ci sarà". Io sono certo e vi sfido. […] Una persona che in fondo è il Presidente degli Stati Uniti chiede di cantare a voi, tre pischelli di periferia inventati da Tony Renis e dite ‘No, non ti diamo la nostra voce, il nostro pensiero, le nostre idee e la nostra anima. No, brutto Trump'. Ma io sono convinto che non vi abbia detto un caz*o. Sono certo che non c'è una lettera di Trump. Esibitela, fate vedere il documento ufficiale in cui la Casa Bianca chiede a tre cog*ioncelli di periferia musicale, di cantare per l'insediamento del Presidente degli Stati Uniti. Quella carta non c'è, ne sono assolutamente certo. Anzi, vi dirò, ho un documento segreto, ho una comunicazione molto precisa, che mi dice che quella lettera non c'è, ve la siete inventata per fare i fenomeni".