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Sanremo dice sì ai dialetti, ed è subito polemica

Fa discutere tutta l’Italia la modifica del regolamento del Festival di Sanremo che consente ai brani in dialetto di partecipare alla gara.
A cura di Alessandro
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"Si considereranno appartenenti alla lingua nazionale, quali espressioni di cultura popolare, anche le canzoni in dialetto", è questa la modifica apportata all'articolo sei del regolamento del festival di Sanremo che tanto sta facendo discutere gli italiani e che modifica una delle prerogative fondamentali nell'ammissione dei brani alla più popolare kermesse canora del nostro paese.

Esprimersi in dialetto non è quindi più un tabù per Sanremo e a partire dal festival di quest'anno sarà possibile e tollerabile che alcuni brani possano essere scritti e cantati in dialetto.
Già in passato la questione “dialetti” aveva coinvolto qualche cantante che si era presentato al concorso con pezzi scritti nella lingua della propria regione creando scompiglio e cambi di programma, come successe ad esempio al cantante partenopeo Gigi Finizio con il brano “Musica e speranza”.

All'inizio della sessantesima edizione del festival dei fiori, che sarà condotto quest'anno dalla straripante ex conduttrice della prova del cuoco Antonella Clerici, mancano ancora quasi tre mesi eppure il tam tam dei comunicati stampa diffusi dai vari personaggi famosi che ritengono di dover dire la propria sull'iniziativa è piuttosto vigoroso.
Il premio Nobel Dario Fo dichiara “Era ora!”, mentre più duro è Little Tony che sostiene “il problema e' che non ci sono piu' belle canzoni e ormai si inventano di tutto”, ironizza invece Carmine Apicella che dice “Si al festival con i dialetti, però ci sarà bisogno dei sottotitoli”.

Secondo molti si tratta di questione politica, secondo altri di un'apertura stilistica necessaria.
Dialetto o no, speriamo che la musica e lo spettacolo abbiano la meglio in tutto ciò.

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