Forse il punto lo ha centrato Claudio Bisio con il monologo in cui ha preso in giro tutte le polemiche politiche di questo Sanremo, spazzando via in un colpo tutto il casino con cui era cominciato questa 69° edizione del Festival. Senza Giovani e con tutti i 24 Big, la serata è filata pur con qualche problema tecnico (che Patty Pravo ha gestito con classe e ironia). Inutile nascondere che, musica a parte, l'attesa sarà tutta per domani mattina, perché le canzoni sì, ma tanto la corsa è ai numeri, quelli che inchiodano o esaltano a seconda di come li si legge e di come li si vuole leggere.

Conflitti di interesse, migranti, stipendi, vestiti, va bene tutto, il Festival è anche questo, un programma televisivo che si confronta sempre con cose del genere, anche se ogni anno sentiamo che "quest'anno la musica sarà al centro", ma cosa va al centro non lo decide chi lo costruisce, alla fine. Lo decide il mezzo, quello televisivo, nel caso specifico, e al massimo lo si può cercare di indirizzare, spostare, calibrare e alla fine è quello che ha cercato di fare Claudio Baglioni, che ha tentato una strada non scontata. Tanti nomi nuovi, almeno per il pubblico che chiamiamo sanremese, non per chi segue tutte le musiche che compongono il Paese in questi giorni. C'è stato un po' tutto, la canzone sanremese, appunto, il rock, la trap, il cantautorato, nuovo e vecchio, il pop, un bel po' di radio e l'orchestra che ha dovuto confrontarsi con esperienze non solite o, comunque, non così abbondanti.

Chi scrive non avrebbe mai immaginato di vedere un applauso in sala stampa per Motta, ad esempio, forse più per un Cristicchi che a Sanremo ha sempre lasciato un segno, talvolta un segno importante. Il problema, forse, in questa prima puntata, più che la musica, a cui le orecchie devono sempre fare le orecchie sono stati i conduttori. O almeno l'intesa tra di loro e infatti Bisio ha dato quello che poteva nel monologo, mentre gli sketch hanno lasciato un po' a desiderare, quelli musicali a parte, e infatti l'omaggio al Quartetto Cetra con Santamaria è stato divertente (a parte la chiusa vegan, vabbè). Doveva stare la musica al centro, bene, teniamola sempre di più.