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Sanremo 2015: Caccamo vince tra i “giovani” con la benedizione della Caselli e di Battiato

Giovanni Caccamo si è aggiudicato la vittoria della sezione “Nuovi talenti” della 65a edizione del Festival di Sanremo. In finale, il siciliano, prodotto da Caterina Caselli e amato da Franco Battiato, ha battuto i kuTso, la band romana che ha portato una ventata di freschezza sul palco dell’Ariston.
A cura di Francesco Raiola
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Era uno dei più attesi tra i giovani anche per la sua madrina, ovvero Caterina Caselli e infatti Giovanni Caccamo vince il 65° Festival di Sanremo e fa il pieno di Premi. Caccamo è uno dei talenti scoperti dal Caschetto biondo della musica italiana, che da anni fa scouting nel sottobosco della musica italiana e non raramente tira fuori il diamante, come avvenuto, tra gli altri, con Elisa e i Negramaro. Il siciliano di Modica è un musicista che ci sa fare, e lo ha notato anche Franco Battiato che ha collaborato con lui in “Satelliti nell'aria”, brano incluso nel suo album d'esordio "Qui per te", uscito, ovviamente, il 12 febbraio. La sua "Ritornerò da te" è un pezzo pop, raffinato e radiofonico che si attacca in testa fin dai primi ascolti. Non è un caso che il ragazzo di Modica si sia aggiudicato, oltre alla vittoria generale, anche il Premio della Critica "Mia Martini" che il Premio della sala Stampa "Lucio Dalla", fagocitando tutto e lasciando poco ai kuTso, la band che gli contendeva la vittoria finale. In un'annata che ha visto molti giovani che erano più "Big" dei "Big", Caccamo è riuscito a farsi largo, battendo, oltre i kuTso, anche Enrico Nigiotti e Amara, arrivati in finale con loro e succedendo a Rocco Hunt che vinse l'edizione passata. Dopo la sbornia rap, quindi, si torna a sonorità più consone alla manifestazione.

Caccamo, insomma, ha le credenziali per poter sfondare, e chissà che anche a lui la vittoria tra i giovani non porti bene come successo spesso in precedenza (bussare Ramazzotti, Pausini, Bocelli, per fare qualche nome). Il ragazzo, poi, conosce bene anche le dinamiche della rete e girovagando sul web ci si può imbattere in una specie di format, il "Live at home", in cui il cantante si esibiva a domicilio e che, in occasione di Sanremo, si è trasformata in una web serie ironica, in cui, ad esempio, lo si può vedere bussare ai citofoni per chiedere se la famiglia di turno avesse in casa un pianoforte. Con la benedizione di Caterina Caselli e Franco Battiato e la produzione di Daniele Luppi potremmo sentirne ancora parlare.

Un parola, però la meritano anche i kuTso, la band che ha portato il petting al Festival di Sanremo con "Elisa". Anzi, il petting in fondo a un cinema e una quantità enorme di divertimento sul palco dell'Ariston, con un pezzo allegro, scanzonato, e un po' di travestimenti. Non è un gruppo prettamente sanremese, anzi sono i classici outsider che non sono destinati a vincere, ma la cui canzone potremmo trovarcela in giro per un po'. Sono, insomma, quello che lo scorso anno furono i Perturbazione. Un gruppo indie, a cui non frega nulla di essere indie, ma solo di arrivare a quanta più gente possibile che lo scorso anno, per dimostrarlo, lo ha fatto con più di 150 concerti in giro per l'Italia. In bocca al lupo a loro e a tutto il parterre dei giovani, molti dei quali avrebbero meritato anche un posto tra i Big. E anche un piazzamento dignitoso.

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