21 Maggio 2021
09:20

Samuel torna con Cinema: “Basta sentirci in colpa, vogliamo tornare a fare festa”

Pochi mesi dopo l’uscita di bandiera Bianca, il secondo album solista di Samuel, frontman dei Subsonica, che conteneva anche “Cocoricò”, il cantante ha pubblicato “Cinema”. Il nuovo singolo, che vede il featuring di Francesca Michielin è un pezzo che spinge il singolo con Colapesce ancora più in là, fino all’estate.
A cura di Francesco Raiola

Pochi mesi dopo l'uscita di bandiera Bianca, il secondo album solista di Samuel, frontman dei Subsonica, che conteneva anche "Cocoricò", il cantante ha pubblicato "Cinema". Il nuovo singolo, che vede il featuring di Francesca Michielin è un pezzo che spinge il singolo con Colapesce ancora più in là, fino all'estate, di cui porta con sé suoni e sapori. Hit estiva? A voler essere pigri sì, ma in realtà quello di Samuel (scritto con Colapesce e Nardelli) è una canzone che affonda la visione nella pandemia con una prospettiva che guarda alla sua fine. C'è tutto il cinema guardato durante il lockdown e un drop che invita a lasciarsi andare e a ballare in spiaggia. Con Francesca Michielin che presta la voce, la classe e l'energia a un pezzo che fa dire a Samuel: "Basta, vogliamo tornare a fare festa".

Ciao Samuel, Cinema faceva parte delle session dell'album o è arrivato dopo?

È arrivato dopo, intorno a febbraio, marzo, se non dopo. Praticamente durante le session del disco avevo collaborato con Colapesce e Federico Nardelli alla realizzazione di Cocoricò, quando ci siamo lasciati, dopo quei giorni di session, ci siamo detti che avremmo dovuto continuare a fare qualcosa insieme, ci eravamo trovati molto bene. Quindi in un momento di relax – io dopo l'uscita dell'album, Lorenzo dopo l'exploit a Sanremo – ci siamo incontrati nel mio studio a Torino e abbiamo deciso di fare qualcosa di nuovo e così è venuta fuori all'improvviso, senza nemmeno pensarci più di tanto, "Cinema". Subito ci è venuta voglia di cantarla insieme, scrivendola e vivendola assieme, però ci siamo resi conto che era complesso a causa degli impegni, ma mi dispiaceva lasciare questo brano sprovvisto di un featuring. Così abbiamo pensato a Francesca Michielin, innanzitutto perché è una delle voci innovative e più belle del panorama italiano e poi perché poteva mettere qualcosa di importante che né io né Lorenzo riuscivamo a dare, che è questo tono, questa frequenza, questa musicalità femminile che tra l'altro nel mio album mancava. L'abbiamo chiamata e lei è stata contenta di accettare e ha fatto una performance vocale pazzesca, l'abbiamo obbligata a cantare a una tonalità esageratamente alta.

È una canzone che, come l'album, guarda a un mondo in cui si può ballare, abbracciarsi, in cui c'è voglia di mettersi questo periodo alle spalle. 

Racconta quello che abbiamo nel cuore tutti, abbiamo voglia di andare a vedere i concerti, in discoteca, perderci nelle nostre serate estive, su una spiaggia, con un cocktail in mano, per le cose passate in questo anno e mezzo passato a sentirci in colpa anche solo se incontravamo a distanza qualcosa e, insomma, per un po' non pensare. La voglia è di poterci il prima possibile riconciliare con la possibilità di fare festa, non sentirsi in colpa per aver voglia di fare festa.

La prospettiva è quella, ma la nascita affonda le mani in quello che avete vissuto durante questa pandemia, no?

In quest'anno e mezzo abbiamo fatto un ripasso generale di tutta la nostra cineteca, abbiamo avuto la possibilità di approfondire, di leggere, riappropriarsi anche del motivo per cui arrivati a un certo punto della propria vita siamo stati ispirati da cose che ha visto letto, sentito, però a un certo punto basta, c'è voglia di tornare con i piedi nell'acqua, nella sabbia, e lasciarsi tra le braccia della spensieratezza.

C'è quel drop, post ritornello, che è proprio sintomatico della voglia di lasciarsi andare.

Il gioco era proprio quello, arrivare lì ma con un testo che raccontasse in maniera più profonda la sensazione del fatto che ok siamo stati in casa per tutto questo tempo perché mi sentivo in colpa a fare festa, ma ora non mi vergogno di dire che ho voglia di uscire e andare a ballare.

Cinema è l'esempio lampante di come singoli e album siano ormai completamente slegati, che è qualcosa anche di molto contemporaneo, ma è una cosa a cui un artista come te, che ha vissuto varie epoche discografiche, deve confrontarsi: come la prendi?

Quando ti esplode tra le mani un brano del genere la prendi sempre bene, ben vengano canzoni come queste, nate da un gesto creativo istantaneo, pensa che in due ore avevamo scritto la canzone, c'era voglia di raccontare questa cosa. Io, effettivamente, arrivo da un'altra scuola, quella in cui fai un disco e poi non entri più in studio fino a due anni dopo. In realtà la musica è cambiata negli anni, così come è cambiato il modo di ascoltarla, oggi un album ha una vita molto più breve di quanto sia abituato io o la mia generazione e stare nel tempo di oggi vuol dire essere pronti anche a questo, non spaventarsi di fronte al fatto che anche se hai un disco fuori, un mese dopo ti viene fuori una canzone che potrebbe riaccendere anche l'attenzione su quel disco, farla vivere e poi magari pensare a un repack. Non è detto che questa canzone non rientri a far parte di Brigata Bianca, anzi, a me a questo punto piacerebbe, anche perché volevo una collaborazione con una voce femminile, mi mancava il fatto di non avere una sensibilità femminile.

È un album molto da live e immagino sia tosta doverlo tenere fermo. Come ti dividerai per i live questa estate?

Questa estate mi si è creato un incrocio, perché ho la tournée dei Subsonica che si è fermata per la pandemia, quindi ho una serie di impegni con loro e poi ho una serie di impegni col mio album che preme per essere visto, ascoltato, in più è venuta fuori quest'altra canzone… Lavorerò tanto, dividendomi tra queste due anime: i primi mesi di concerti li farò coi Subsonica, fino ad agosto, e da quel momento in poi sarò solista. In più mi sono messo a organizzare Festival, ne ho uno alle Eolie, che parte a giugno, e sarà il primo Festival italiano in cui ci saranno gruppi sul palco.

Senti, per parafrasarti, dove sarai tra un anno?

Quella ho scritto quella canzone pensavo proprio al fatto che in un anno può succedere di tutto, ma qualsiasi cosa. Ti giuro che quello che sto vivendo ora, in questo istante non è minimamente vicino a niente di quello che un anno fa pensavo potesse accadere. L'anno scorso avevo passato tre mesi in studio a fare un disco, stavo organizzando cose per l'estate, oggi vivo a Venezia e ti assicuro che questa cosa è successa nell'arco di pochi mesi. Insomma, è difficile dire cosa succederà tra un anno, l'unica cosa che possiamo fare è accettare i cambiamenti come indispensabili per progredire e non rimanere molto legati a quello che è successo, specie per un artista, perché per un artista il cambiamento, cambiare sempre prospettiva, è fondamentale per continuare a vivere e lavorare.

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