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Rocco Hunt al bambino di 9 anni picchiato a Ventimiglia: “Ti aspetto a un mio concerto”

Rocco Hunt ha mandato un videomessaggio al fan di 9 anni picchiato il mese scorso a Ventimiglia, per dargli forza e invitarlo a un suo concerto.
A cura di Cristina Somma
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Rocco Hunt 2022, foto di redazione
Rocco Hunt 2022, foto di redazione

"Ciao R., sono Rocco. Ti mando questo video per salutarti, perché mi hanno detto che sei un mio grande fan, ti piacciono tantissimo le mie canzoni e questa cosa mi riempie di gioia", così inizia il videomessaggio che Rocco Hunt invia a R., il bimbo di 6 anni picchiato e trovato ferito a Ventimiglia, in provincia di Imperia, il 19 dicembre scorso. I responsabili del pestaggio potrebbero essere la nonna e il suo compagno, il movente non è ancora chiaro. I due sono attualmente indagati con l'accusa di lesioni gravissime.

"Mi raccomando – ha proseguito il cantante nel videomessaggio – non mollare mai, perché arriverà un giorno che ci vedremo tutti e quanti a cantare e a ballare a un mio concerto. Anzi, ti aspetto a un mio concerto". Dopo un mese dall'accaduto il piccolo R. è ancora ricoverato all'ospedale Gaslini di Genova, ma finalmente sta molto meglio. "È tornato a sorridere", ha detto il padre.

Un affetto e un gesto, quello di Rocco Hunt, che segue quello del difensore dell'Inter Francesco Acerbi che precedentemente aveva invitato il piccolo a una partita allo stadio San Siro. Ancora, venerdì scorso 50 persone circa hanno manifestato per dimostrare la loro vicinanza al bambino e alla sua famiglia. Intanto è ancora caccia alla realtà dei fatti. Proseguono le indagini alla ricerca della verità, quella che secondo il padre del piccolo, figlio della donna indagata, non starebbe raccontando la nonna.

Nelle ultime ore la Procura della Repubblica di Imperia ha diffuso un comunicato stampa con cui ha cercato di far chiarezza sugli elementi acquisiti fino ad ora, evitando così la diffusione mediatica di rappresentazioni fuorvianti degli eventi da parte dei media.

"Gli accertamenti – si legge nella nota – sinora effettuati in ordine alla produzione delle più gravi lesioni riportate dal minore e che ne hanno determinato il pericolo di vita, non paiono ricondurre dette lesioni a condotte volontarie di percosse o maltrattamento; il che ovviamente non esclude in radice che condotte lesive volontarie possano essersi realizzate in epoca antecedente, tema investigativo questo in fase di approfondimento sul quale non è possibile allo stato formulare alcuna anticipazione". Sarà proprio il piccolo R., secondo la Procura, a chiarire ciò che è successo ora che le sue condizioni di salute sono migliorate, ma non abbastanza da poter risultare attendibile ed esente da condizionamenti esterni.

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