È giorno di compleanni importanti oggi, e dopo i 50 anni della star del pop George Michael, oggi festeggiamo anche un'altra cifra tonda, rimanendo, però, in casa. Oggi, infatti, è Roberto Vecchioni a compiere 70 anni tondi tondi. Il professore non avrebbe bisogno di alcuna presentazione, basterebbero le sue canzoni a parlare per lui. Successi che dagli anni 70 hanno segnato le vite di varie generazioni. Cantautore impegnato ma fruibile a un pubblico ampio, il cantautore milanese ha scritto alcuni dei maggiori successi della musica italiana senza, però, mai perdere la sua passione per l'insegnamento di greco e latino al liceo, attività mai lasciata fino alla pensione.

Partito come paroliere per alcune grandi voci del panorama nostrano, il "professore" incide come cantautore il primo album nel '68, ma è solo nel 71 che comincia a farsi largo, grazie alla pubblicazione di "Parabola" che contiene una delle sue canzoni più famose "Luci a San Siro". In quegli anni scrive vari album che hanno successo alterno, ma è una canzone per bambini a dargli grande notorietà. La sigla del cartone Barbapapà, infatti, è a firma sua. Il successo commerciale arriva, però, qualche anno dopo grazie a Samarcanda in cui era contenuto l'omonimo singolo. Comincia così la parabola ascendente del cantautore milanese il quale, però, dovrà affrontare un surreale processo per possesso di sostanze stupefacenti. Accuse da cui venne successivamente prosciolto ma che lo segnarono al punto da scrivere uno dei suoi pezzi più belli, "Signor Giudice" (l'album è "Robinson"), in cui con sarcasmo si rivolge al giudice che a causa delle ferie gli aveva fatto passare svariati gironi in carcere:

Signor giudice
Chissà chissà che sole
Si copra per favore
Che le può fare male
Immaginiamo che avrà
Cose più grandi di noi
Forse una moglie
Troppo giovane
E ci scusiamo con lei
D'importunarla così
Ma ci capisca
In fondo siamo uomini così così
Abbiamo donne abbiamo amici così così
Leggiamo poco leggiamo libri così così
E nelle foto veniamo sempre così così

Gli anni successivi sono anni che alternano bei momenti a momenti difficili, come quelli della diatriba con la Ciao Records che dopo il passaggio di Vecchioni alla Philips vince una causa contro il cantautore costringendolo a ritirare dal commercio le copie di "Montecristo", distruggendone anche i master originali.

Dell'89 è Milady, mentre nel 92 diventa un tormentone "Voglio una donna" che recita:

Voglio una donna "donna"
donna "donna"
donna con la gonna
gonna gonna

Prendila te quella col cervello,
che s'innamori di te quella che fa carriera,
quella col pisello e la bandiera nera
la cantatrice calva e la barricadera
che non c'e mai la sera…

Intanto continua la sua carriera da autore scrivendo tra le altre per Anna Oxa e Patti Pravo continuando l'insegnamento e scrivendo anche libri.

Tanti successi per Vecchioni che nel 2011 riesce anche in un'impresa che non gli era mai riuscita prima, quella di vincere il Festival di Sanremo con la canzone "Chiamami ancora amore" battendo gli idoli dei ragazzi Modà (con Emma) e un altro grande interprete della canzone italiana, Al Bano. A presentare quel festival di Sanremo è Morandi il quale oggi dedica all'amico uno status di auguri su Facebook:

25 giugno. Tanti amichevoli auguri a Roberto VECCHIONI, che oggi compie 70 anni. Ha scritto molte bellissime canzoni, il professore… lo conosco fin dagli anni '70, ma la sua vittoria al Festival di Sanremo del 2011, quando ero io a condurre, resta una esperienza indimenticabile. Una bellissima canzone CHIAMAMI ANCORA AMORE, una vittoria meritata, entusiasmo, emozione e commozione incontenibile… AUGURI ROBERTO!

Sogna ragazzo sogna, Il bandolero stanco, Samarcanda, Milady, Stranamore sono solo alcune delle decine di canzoni che il professore ha lasciato in eredità alla musica italiana. E tante altre speriamo possa scriverne.