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Riconoscimento postumo per Stephen Gately

I Boyzone ricevono il premio come Best Entertainment del 2009 ai recenti Stonewall Awards tenutisi a Londra.
A cura di Valentina Scionti
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Si sono celebrati il 5 novembre a Londra gli Stonewall

boyzone

Awards, per celebrare coloro che nel 2009 hanno avuto un impatto, sia esso positivo ma anche negativo, sulla comunità glbt (gay, lesbiche, bisessuali e transgender) a livello artistico e non solo.

La cerimonia, presentata da Gok Wan, si è tenuta al Victoria and Albert Museum nella capitale inglese e ha visto la partecipazione di oltre 400 persone, fra le quali molte celebrità, scrittori, politici e atleti.

Il premio al Best Entertainer dell'anno è andato alla boyband irlandese dei Boyzone, ancora sotto shock per la prematura scomparsa di uno dei suoi membri principali, il cantante e attore Stephen Gately.

Il premio è stato assegnato a loro per il grande esempio dato da Stephen nel mondo della musica e soprattutto delle boyband. Gately era stato il primo membro di una boyband a fare coming out rivelando la propria omosessualità pubblicamente nel 1999, e successivamente nel 2006 aveva sposato il suo compagno Andrew Cowles.

E' stato proprio Cowles a ritirare il premio a nome dello scomparso Stephen e dei rimanenti Boyzone che non hanno potuto presenziare all'evento ma che considerano da sempre il marito di Stephen come uno di loro.

Il premio è stato loro attribuito grazie al video del singolo Better, dove Stephen compare in compagnia di un uomo al contrario degli altri membri della band che sono accompagnati da delle modelle che interpretano le loro fidanzate. Cowles ha confermato come questa scelta non fosse una mossa pubblicitaria ma qualcosa di naturale dal momento che alla band sembrava ingiusto nei confronti di Stephen obbligarlo a recitare una parte non sua.

Il premio per il bigotto dell'anno invece è andato alla giornalista Jan Moir che a poche ore dalla morte di Stephen qualche settimana fa non aveva trovato di meglio da fare che insinuare meschinità al riguardo della morte del giovane e dei matrimoni tra omosessuali. Il suo intervento è stato seguito da ben 22 mila lettere di proteste al Daily Mail, il giornale per cui la Moir scrive: un numero da record che ha portato la giornalista a scusarsi pubblicamente con la famiglia e gli amici del cantante.

Valentina

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