La lista dei figli d'arte in ambito musicale è davvero folta e ai tanti nomi che la popolano, diventati anch'essi parte integrante del cantautorato italiano, si aggiunge anche quello di Samuele Riefoli, il figlio di Raf, che debutta nel mondo della musica con il nome di D'ART e portando un singolo, dal titolo "Samurai" che lo vede protagonista insieme al padre. Il video della canzone, diretto da Tahir Hussain, è stato diffuso a partire dal 6 dicembre .

Di cosa parla il "Samurai"

“Samurai”, il primo singolo che Raf e suo figlio Samuele cantano insieme, racconta di come sia difficile a volte affrontare la vita, di come ci si trovi quotidianamente a fronteggiare le difficoltà e di come, proprio come i Samurai, bisogna combattere per i propri obbiettivi e per il bene della comunità. Rientra in fatti nel nuovo progetto dedicato alla musica promosso da RINGO, ovvero "Ringo-Insieme si vince", che vede artisti di generazioni distanti incontrarsi sul territorio comune della musica, dove si annullano tutte le distanze. Come è nata l'idea di questa canzone lo racconta proprio il noto cantautore, icona degli Anni Ottanta e Novanta, che svela le suggestioni musicali sulle quali ha lavorato e spiega dal punto di vista testuale e narrativo, cosa ha ispirato sia lui che il giovane D'ART:

Samurai nasce da uno spunto musicale che mi ha fatto ascoltare un mio collaboratore, bassista degli Apres La Classe, Valerio Bruno, in arte Combass  che io poi ho sviluppato, mentre per il testo io e Samuele ci siamo ispirati alla “The Lone Wolf” un telefilm degli anni 90 che parla di un samurai che non era al servizio di nessun padrone e girava insieme a suo figlio e affrontavano insieme una serie di vicissitudini, sempre a favore di ciò che ritenevano giusto”

Chi è Samuele Riefoli

In un'intervista a Tv Sorrisi e Canzoni, Samuele Riefoli 19 anni e studente alla Luiss di Roma, ha dichiarato di come la passione per la musica sia nata stando a contatto con il padre. Bombardato da stimoli che gli giungevano tanto dalle mura domestiche, tanto dal mondo esterno, ha iniziato a scrivere canzoni, ha preso lezioni di chitarra e si è incamminato verso questa strada non semplice, ma che spera possa regalargli tante soddisfazioni:

Quando mio padre mi ha proposto di collaborare con lui e scrivere con lui questo brano per me è stata la realizzazione di un sogno Passare del tempo con lui, scrivere il testo e lavorare sulle melodie e sulla realizzazione di questo progetto è stato entusiasmante. Lui sarebbe stato un idolo per me anche se non fosse mio padre, è uno dei pochissimi cantanti pop italiani che ascolto, per il resto ascolto musica Hip Hop, trap americana e qualcosa di nostrano. Essere tenuto a battesimo da lui in questo esordio nel mondo della musica e avere la sua stima è il regalo più grande”

Anche il figlio di Biagio Antonacci nel mondo musicale

Tra i grandi nomi del panorama musicale italiano che hanno intrapreso la carriera dei padri, piuttosto noto è il nome di Paolo Antonacci, figlio di Biagio e Marianna Morandi, anche lei figlia d'arte del mitico Gianni. In questi ultimi anni, il venticinquenne è diventato un affermato autore musicale, tanto che lo scorso Sanremo il suo nome è comparso tra gli autori della canzone presentata al Festival da Nek, ma aveva collaborato già con altri artisti apprezzati dal pubblico italiano come Irama, Emma e addirittura Eros Ramazzotti.