Chuck D e Flavor Flav dei Public Enemy (Photo by Ethan Miller/Getty Images)
in foto: Chuck D e Flavor Flav dei Public Enemy (Photo by Ethan Miller/Getty Images)

La separazione ufficiale dei Public Enemy, con la rottura tra Chuck D e Flavor Flav continua via comunicati ufficiali. Dopo l'annuncio che una delle storiche band dell'hip hop mondiale, autrice di un inno come "Fight the power" avrebbe cantato per Bernie Sanders, uno dei candidati alle primarie del Partito Democratico americano, la band ha perso ufficialmente uno dei fondatori. Sono volati i cosiddetti stracci in casa Public Enemy, con un botta e risposta tra Chuck D e i membri della band e Flavor Flav che aveva preso le distanze da qualunque posizione politica. Il rapper aveva accusato Sanders e Chuck D di aver usato il suo nome senza il suo consenso.

I Public Enemy contro Flavor Flav

"I Public Enemy non condividono con Flavor Flav le sue visioni politiche. Flavor Flav è in sospensione dal 2016, da quando mancò all'incontro benefico di Harry Belafonte ad Atlanta. Quella fu l'ultima goccia che fece traboccare il vaso – si legge nell'ultimo comunicato stampa pubblicato sui social della band e firmato da Chuck D, James Bomb, DJ Lord, Pop Diesel e Jahi -. Precedentemente non aveva preso parte a numerosi concerti, da Glastonbury al Canada, sessioni di registrazioni e sessioni fotografiche. Ha sempre scelto di non lavorare assieme". La band, insomma, ha voluto spiegare come il rapper fosse ormai più fuori che dentro la band, da anni, ormai. "Public Enemy Tour girò l'Europa con i Wu-Tang Clan nel 2019 senza Flavor e abbiamo fatto numerosi concerti senza di lui. Mentre la band andava avanti, Flavor Flav prendeva parte al reality ‘Growing up Hip-Hop New York', in cui in un episodio appariva anche suo figlio che parlava di un intervento e del metterlo in rehab. È il momento di andare oltre e tutti gli augurano il meglio".

La posizione di Flavor Flav

Nei giorni scorsi Flavor aveva inviato una nota dell'avvocato in cui spiegava la sua posizione spiegando di aver saputo dell'endorsement a Sanders: "Mentre Chuck è libero di esprimere le sue visioni politiche, non può parlare a nome di tutti i Public Enemy. La performance prevista sarà un concerto di Chuck D dei Public Enemy e non dei Public Enemy tutti. Tutti quelli che conoscono veramente la band sa qual è il momento, non ci sono Public Enemy senza Flavor Flav". La lettera prosegue accusando Sanders di usare la sua immagine per il merchandising. "Per essere chiari, Flav e per estensione la band con cui la sua immagine e il suo nome sono diventati sinonimo non appoggiano alcun candidato politico in questo ciclo di elezioni e qualunque cosa che possa suggerire il contrario è sbagliata".

La guerra dei tweet

A questa nota, poi, sono seguiti una serie di tweet tra i due, con Chuck D che spiegava che l'ex amico non aveva alcuna idea di ciò di cui stessero parlando e gli consigliava di continuare il suo rehab e Flavor che rispondeva di voler distruggere la loro storia per colpa della politica "solo perché non voglio fare endorsement a un candidato". E poi Flavor ha spiegato di essere pulito: "Non mi drogo come hai detto, sono pulito da 10 anni, ho combattuto le dipendenze come milioni di altri americani e so qual è il prezzo da pagare" sottolineando di non averlo denunciato ma di aver chiesto a Sanders di correggere le diciture perché "non esistono Public Enemy senza Flavor Flav".