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Premio Pulitzer per la Musica: la rivoluzione di Kendrick Lamar, primo vincitore non classico o jazz

È il rapper Kendrick Lamar l’artista ad aggiudicarsi il Premio Pulitzer 2018 per la Musica, primo musicista non classico o jazz a vincere.
A cura di Francesco Raiola
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Kendrick Lamar (Getty Images)
Kendrick Lamar (Getty Images)

Kendrick Lamar è una delle più belle realtà musicali di questi ultimi anni, non solo del rap, ma della musica tout court. Non lo si scopre certo oggi, anzi, da anni il rapper americano è considerato come una vera e propria star, uno dei pochissimi game changer che la Musica abbia visto in questi ultimi anni, in grado di cambiare il canone e portare un messaggio forte in un ambiente molto chiuso. Quello che è Lamar non lo si scopre certo oggi che ha vinto il Premio Pulitzer per la Musica, primo artista non di musica classica o jazz, almeno non lo scopre oggi chi ha seguito le cose dell'ambiente negli ultimi anni, partendo da quel "good kid, m.A.A.d city" del 2012 che lo portò all'attenzione del grande pubblico, mettendolo sotto ai riflettori. Il musicista ci prese gusto e si caricò sulle spalle anche il fardello di un messaggio di rivoluzione afroamericana (quello che sul versante femminile ha fatto e sta facendo Beyoncé) che portò avanti con un capolavoro come "To Pimp a Butterfly" (che anticipò "untitled unmastered" da considerarsi quasi come un vero e proprio album), fino all'ultimo "DAMN.".

Perché Lamar ha vinto il Pulitzer

E proprio per "DAMN." gli è stato assegnato il Pulitzer: "Pubblicato il 14 aprile del 2017, è una raccolta virtuosa di canzoni unificata dalla sua vernacolare autenticità e dinamismo ritmico che offre istantanee emozionanti che catturano la complessità della moderna vita afro-americana" si legge sul sito del Premio, tra le motivazioni. Qualcuno ha visto la vittoria di Lamar simile a quella di rottura del Premio Nobel del 2016 assegnato a Bob Dylan, con le dovute differenze certo (qui si parla di musica nella musica, là c'era la controversia poesia/testo musicale). Ma la rottura è solo superficiale, nel senso che da anni il rap è forse una delle cose più innovative e, nello specifico, anche vicine alle idee del jazz e non a caso nei suoi album il rapper ha collaborato con artisti come Kamasi Washington e Thundercat che hanno esplorato e anche sperimentato all'interno del genere.

Il Pulitzer e il rap

Per Dana Canedy, tra gli amministratori del Premio "Il momento era giunto. Siamo veramente orgogliosi di questa selezione, significa che la giuria e la Commissione dei giudici hnno lavorato come si deve: è stato il miglior prodotto a vincere il premio Pulitzer" e ha aggiunto: "Brilla una luce completamente diversa sull'hip hop, è un grande momento per il genere e un grande momento per i Pulitzer".

Kendrick Lamar su DAMN.

A Rolling Stone, Lamar spiegò, parlando di DAMN. – album che vanta anche collaborazioni di artisti come Rihanna e U2 -, che "l'obiettivo iniziale era di creare un ibrido dei miei primi due album commerciali. Era questo il nostro focus, come farlo a livello sonoro, di testo, attraverso la melodia e alla fine è uscito esattamente come l'avevo in testa. Sono tutti pezzi di me. La mia musicalità mi guida da quando avevo quattro anni, fa semplicemente parte di me e il modo in cui la eseguo è solo l'ultima sfida. Passare da "To Pimp a Butterfly" a "DAMN." avrebbe potuto portare a una rottura e bruciare tutto se non fosse stato fatto perfettamente, per questo ho dovuto fare molta attenzione sul materiale che avevo e il modo in cui intrecciavo i vari argomenti".

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