video suggerito
video suggerito

Piero Angela, l’amore per la musica jazz oltre la carriera televisiva

Prima di essere uno dei volti più amati dagli spettatori italiani, Piero Angela era un musicista jazz che ha conservato questo amore per tutta la vita.
A cura di Redazione Music
640 CONDIVISIONI
Piero Angela al pianoforte (LaPresse)
Piero Angela al pianoforte (LaPresse)

Noto come uno dei più importanti divulgatori scientifici italiani, volto amato da milioni di persone che per anni avevano seguito i suoi programmi, Piero Angela, scomparso oggi all'età di 93 anni è stato anche un musicista jazz, che ha messo la sua carriera in un cassetto per abbracciare quella scientifica, appunto. Eppure, appena possibile, il conduttore si sedeva al piano e amava raccontare del suo amore per il Jazz, arrivando anche a progettare di incidere il suo primo album – annunciato ma non ancora uscito – a più di ottant'anni dalla prima volta in cui cominciò a prendere lezioni di piano.

Aveva sette anni, infatti, Piero Angela quando cominciò a studiare musica, dirigendosi convintamente verso il jazz, che rimarrà l'amore della sua vita. Nel 1948, quando aveva 20 anni cominciò a girare i club torinesi esibendosi col nome d'arte Peter Angela, datogli da un amico nel Dopoguerra, e collaborando con nomi importanti del jazz italiano come Franco Cerri. Alla Stampa raccontò come nacque questo amore: "Mi piaceva molto Natalino Otto, che cantava con uno stile swing, americano. Solo a guerra finita, però, c'è stato lo sbarco in Italia del jazz vero e proprio, che il fascismo aveva censurato definendolo ‘musica negroide'. Radio Stoccarda trasmetteva per i militari americani in Germania un'ora di jazz ogni sera e io e i miei amici la ascoltavamo con la radiolina. Poi ho iniziato a farmi arrivare abusivamente dischi da Parigi, che pagavo per corrispondenza con banconote francesi".

La chiamata in Rai nel 1952 sconvolse tutto e così il jazz rimase una grande passione da condividere soprattutto con gli amici, anche se non sono mancate esibizioni televisive, soprattutto quando nei suoi programmi trattava argomenti che avevano a che fare con la musica. A Che tempo che fa, nel dicembre 2018, si esibì nello standard "As Time goes by", regalandosela per il proprio compleanno. Più volte ha ricordato le sue fughe per andare ad ascoltare il jazz, ma anche di come, giovane e con pochi soldi, si accontentava di mettersi fuori dai locali per cercare di ascoltare qualcosa.

Nel 2020, in piena pandemia, inviò un messaggio di auguri alla Casa del jazz di Roma in cui annunciava il suo primo disco jazz e soprattutto parlò di questo suo amore: "Questo virus che sta girando, in fondo, tra tutti i disagi e drammi che sta provocando, ha un rimbalzo sul jazz casalingo: il tempo per ascoltare i dischi è aumentato e anche, per quanto mi riguarda, quello per suonare (…). Siamo tutti infettati da un virus, quello del jazz, dal quale non si guarisce più. Io a 90 anni continuo a divertirmi a suonare, a stare con gli amici e a parlare dei personaggi della mia epoca. Quelli moderni li conosco meno".

640 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views