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Petra Magoni: “Mia figlia discriminata perché non vedente”. La replica: “Non è vero”

La cantante Petra Magoni ha raccontato sulla sua pagina Facebook un episodio in cui la figlia sarebbe stata discriminata all’interno del Parco Avventura di Fosdinovo perché non vedente. La responsabile nega: “Falso, volevamo tutelarla”.
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Il 2 giugno la cantante Petra Magoni ha denunciato dalla sua bacheca Facebook un atto di discriminazione nei confronti della figlia di 10 anni non vedente, da parte dell'organizzazione del Parco Avventura di Fosdinovo. La cantante, infatti, ha spiegato che cogliendo l'occasione del 2 giugno, di una bella giornata e del Parco vuoto – visto che probabilmente la gente sarebbe andata a mare – aveva deciso di portare i figli a passare una giornata divertente, ma non è stato possibile a causa di quella che la Magoni definisce "assoluta mancanza di sensibilità e di comprensione".

Stamani sono partita con i miei figli per passare la giornata al Parco Avventura di Fosdinovo, che abbiamo trovato semivuoto. Nonostante questo a mia figlia è stata rifiutata la partecipazione anche al percorso minimo (50cm dal suolo) ne' assistita da una guida ne' da me. Mia figlia ha 10 anni ed è non vedente dalla nascita ma ha già fatto negli anni scorsi percorsi di questo tipo con grande soddisfazione sua e degli istruttori in altri parchi avventura e partecipa a corsi di sci, di arrampicata e gite in montagna del CAI con grande impegno, ovviamente sempre scegliendo attività alla sua portata senza metterla in pericoli. L'assoluta mancanza di sensibilità e di comprensione nell'essere rifiutati così, con l'aggravante di avere una struttura quasi vuota ed istruttori fermi a girarsi i pollici mi porta a scrivere questo post. Sicuramente non ci vedranno più.

Dopo questo post la notizia ha cominciato a fare il giro dei giornali e Il Fatto Quotidiano ha chiamato la cantante e la struttura per cercare di avere maggiori informazioni. La Magoni ha spiegato che al Parco le

hanno mostrato il regolamento dove c’è scritto che una persona deve essere in grado di fare il percorso da sola, ma non le hanno dato nemmeno l’opportunità di farlo.

specificando come la richiesta era venuta per un percorso alto 50 cm e soprattutto fatta con un parco vuoto, senza dunque il rischio di rallentare gli altri avventori. Ma la responsabile del Parco non fa passi indietro, anzi, rilancia sostenendo di averlo fatto per tutelare e non escludere

Abbiamo rispettato la normativa di riferimento che prevede che una persona non possa essere accompagnata nel percorso. Bisogna fare una valutazione del rischio e non ce la siamo sentiti di far andare da sola una bambina non vedente. Cosa sarebbe successo se si fosse fatta male? Mi vengono i brividi solamente a pensare a quella bimba da sola nel percorso.

“Mia figlia scia, pattina, fa escursioni in montagna ed era in grado di fare anche quel percorso. Sono sua madre, non le farei mai fare qualcosa che reputo pericoloso per lei” ha risposto la Magoni al Fatto e vista la risposta della responsabile ha specificato, sempre tramite la sua pagina Facebook:

Ringrazio tutti per l'appoggio e la solidarietà, prometto di cambiare argomento da domani. Purtroppo invece delle scuse e di una volontà di cambiamento arriva questo. Anche di certe donne a cui in alcuni paesi viene imposto il burqa si dice che lo si fa per tutelarle e proteggerle. I muri che ci proteggono sono quelli che ci separano. Ai miei figli voglio insegnare a volare e ad essere liberi, non ad avere paura ed accontentarsi.

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