Takagi e Ketra, Frah Quintale e Marco Mengoni (ph Fabio Cestari)
in foto: Takagi e Ketra, Frah Quintale e Marco Mengoni (ph Fabio Cestari)

Nonostante non sia la prima volta che accade, ogni volta che Takagi e Ketra pubblicano una canzone fuori dal periodo estivo ci si stupisce. Questo dà l'idea del peso che la coppia di produttori ha nel panorama musicale italiano, platini su platini, soprattutto – questo è vero – con brani che hanno fatto ballare migliaia di persone soprattutto nella stagione calda. I due, però, sono tornati con una nuova canzone "Venere e Marte" e lo hanno fatto col botto, ovvero riportando Marco Mengoni alla canzone e affiancandogli Frah Quintale, per una ballad che sentiremo non poco in radio.

Ci ritroviamo qui, dopo pochi mesi, non è cambiato molto, se non che siete fuori con un brano diverso. Si dice "Takagi e Ketra" oltre il tormentone, ma non è la prima volta, quindi?

Abbiamo saltato solo l'inverno scorso perché non c'eravamo, non eravamo in Italia, quindi non abbiamo avuto tempo di farlo, però di solito abbiamo sempre alternato le stagioni.

Però avete lo stigma del tormentone, sembra sempre una notizia nuova.

Siamo sempre esordienti invernali (ridono, ndr).

Per tornare, dopo il successo incredibile di "Ciclone", avete puntato su due artisti che hanno il loro peso specifico importante…

Guarda, noi ci riteniamo fortunati ad avere la possibilità di lavorare con certi talenti, certe voci, certe persone. Era una questione di similitudine, quando ci si incontra e vediamo che "clicchiamo", come si dice nel gergo giovanile, è facile fare musica insieme. Non è mai uno sforzo, non è mai quella cosa che qualcuno immagina, sai, tipo di mettersi a tavolino. Con Marco abbiamo collaborato in un brano del suo disco e ovviamente lo stimiamo tantissimo. Ci dicevamo sempre che prima o poi avremmo dovuto fare un pezzo con lui.

E quando è arrivato il momento giusto?

Quando abbiamo scritto questo brano assieme a Cheope e Federica Abbate ci è venuto in mente lui. Solitamente facciamo questo giochino, immaginando chi potrebbe "uccidere" la traccia e mentre la scrivevamo ci è venuto automatico il nome di Marco. Gliel'abbiamo sottoposta, a lui è piaciuta molto e dopo qualche giorno è venuto in studio da noi a cantarla. Appena fatto il primo take abbiamo sentito quella cosa che sentiamo sempre: "Ci abbiamo azzeccato", ci è piaciuto portare Marco in zone più urban che forse non bazzica quando fa i suoi dischi ed è bello che lui abbia scelto di collaborare con noi nonostante sappiamo che non è così facile che faccia feat.

Come mai avete scelto di fare il primo duetto maschile in un pezzo d'amore come "Venere e Marte"?

Con Frah siamo molto amici e vicini di casa, quindi ci becchiamo spesso ed è la prima persona che ci è venuta in mente quando abbiamo deciso di muovere un po' le carte in tavola per fare una cosa ulteriormente diversa rispetto alla prima stesura del brano. Gliel'abbiamo fatta sentire, a lui è piaciuta molto, anche se all'inizio non l'avevamo data per scontata questa cosa, avevamo dei dubbi perché lui ha un suo stile ben definito. Il brano è lontano dalle sue corde ma quando è venuto in studio, ha ascoltato la canzone e gli è piaciuta davvero tanto. Vedi, a volte ci facciamo dei problemi inutili.

Beh, alla fine un po' di naso avete dimostrato di averlo, visti i successi di questi ultimi anni.

No, no, è tutto culo (ridono).

Scherzi a parte, "Venere e Marte" come nasce?

Non c'è uno schema, la maggior parte delle volte buttiamo già una prima struttura di progressione armonica del brano poi chiamiamo il nostro gruppo, condividiamo lo studio, facciamo girare il brano, tiriamo giù melodie e ci mettiamo contemporaneamente anche le parole. Ormai siamo una squadra abbastanza affiatata, e se tutto va bene e ci sono i presupposti, nel giro di qualche ora viene fuori una prima intelaiatura del brano, poi rifiniamo, alla fine della scrittura impazziamo a fare il lavoro di featuring, cambio parole, spostamenti vari, per rendere la canzone un brano contemporaneo. Noi viviamo di questo, cerchiamo di mettere questi anni che stiamo vivendo nelle nostre canzoni anche se citiamo epoche lontane.

L'altra volta mi parlaste anche della ricerca che fate sul suono anche per capire dove andare a parare per rifinire una canzone: immagino che il mood tra estate e inverno cambi, no?

Sì, anche se noi siamo al contrario, le canzoni estive le scriviamo in inverno e viceversa, questa per esempio l'abbiamo scritta a settembre. Ci deve essere un tempo che contrasta.

Immagino abbiate già sentito Amadeus?

Per cosa?

Beh, non sarebbe male farla live a Sanremo la prima volta…

Eh, ma loro c'hanno le loro cose, poi noi siam pigri, non abbiam voglia di fare niente.

Tergiversate. Eppure avere voi due con Mengoni e Frah sarebbe un bel colpo, visto anche il percorso sanremese di questi anni.

Non sentiamo Sanremo molto un nostro territorio, noi lavoriamo indipendentemente da quelle che sono le occasioni evento che avvengono durante l'anno e di cui Sanremo è l'apice. Cerchiamo di fare canzoni che hanno la loro strada indipendentemente dal resto. Poi sai, siamo quattro, è un casino mettere d'accordo tutti e quattro.

Vedremo tra qualche settimana, ma a proposito di tormentoni: album ancora niente? Si prosegue coi singoli?

Sì, come dicevamo prima non c'è programmazione, premeditazione, tale da dire "Facciamo un album". Noi andiamo avanti in maniera estemporanea, quando abbiamo un brano che ci sceglie, che non è pensato per terzi ma per essere lavorato da noi, come ennesimo capitolo del nostro progetto, lo facciamo ed esce. Non riusciamo nemmeno a pensarla questa programmazione, le cose che facciamo ci suggeriscono quelli che possono essere i passi successivi. Questa volta avevamo voglia di fare qualcosa che non avevamo ancora fatto, anche perché abbiamo citato i 60, i 70, gli 80, i 90, cominciavamo a pensare cosa fare, abbiamo smesso di pensarci e ci siamo detti che sarebbe arrivata una canzone.

Il brano estivo vi ha già scelto?

Guarda anche questa cosa esiste solo in Italia, non c'è il brano estivo, è musica, poi ci sono mood che si sposano meglio con l'inverno o con l'estate. Noi scriviamo un botto di pezzi durante l'anno, abbiamo un bel po' di roba in cantiere che poi potrà essere finalizzata per un brano estivo, o più brani estivi.