29 Giugno 2021
13:12

Perché i tifosi dell’Italia cantano Popopopo: l’inno è Seven Nation Army dei The White Stripes

È ritornato, a quasi 15 anni di distanza, uno dei cori da stadio più importanti nella storia recente del tifo italiano, quel Popopopo che ha accompagnato l’avventura della nazionale italiana durante il successo ai mondiali di Germania 2006. Ma quando è nato il coro, che ha ufficialmente omaggiato “Seven Nation Army” dei The White Stripes?
A cura di Vincenzo Nasto

Sembra esser ritornata, più forte che mai, la voglia di tifare la nazionale italiana, dopo la disfatta nella qualificazione per i mondiali 2018 l'eliminazione con la Svezia, e un percorso di 31 risultati positivi portato avanti dal mister Roberto Mancini, che con il pareggio nei 90 minuti contro l'Austria, ha superato il record della leggenda Vittorio Pozzo. Questa voglia di nazionale è stata possibile osservarla anche durante i gironi, dove il tifo (anche se in formato ridotto) si è unito in uno dei cori da stadio più famoso degli ultimi 20 anni della storia sportiva, non solo italiana. Stiamo parlando del celebre Poporopopopò, ritornello musicale -mutuato da Seven Nation Army dei The White Stripes – che ha origine il 15 febbraio 2006 e che ha incorniciato, in quello stesso anno, una delle avventure internazionali più entusiasmanti della storia della nazionale italiana: la quarta stella sul petto, la vittoria dei mondiali in Germania da parte dell'Italia di Lippi. Il ritorno prepotente durante l'attuale competizione continentale potrebbe essere l'auspicio migliore per questa nazionale.

Quando è nato Popopopo

Siamo a Bruges, una delle città europee più affascinanti delle fiandre occidentali belghe e la Roma di Luciano Spalletti si trova ad affrontare la compagine europea per i sedicesimi d'andata dell'allora Coppa Uefa, in uno dei periodi più importanti della storia del tecnico toscano a Roma. Da lì a poco la squadra avrebbe collezionato il record di 11 vittorie di fila in campionato, scomparso dagli annali solo grazie allo strepitoso campionato successivo dell'Inter, che ne collezionò 17. E chi c'era sulla panchina di quella squadra? Roberto Mancini. L'inno, ormai entrato nel repertorio storico del calcio italiano nasce quella sera, quando i tifosi romani, dopo una rocambolesca vittoria per 2-1, con gol decisivo di Perrotta, scherniscono i tifosi avversari, italianizzando l'inno usato nelle competizioni europee – e per festeggiare i gol – della squadra belga, ovvero "Seven Nation Army" del duo originario di Detroit The White Stripes.

La vittoria dei mondiali nel 2006

L'originalità e la musicalità del coro è virale, qualcosa che nasce dalle tribune ma riesce a invadere anche il campo di gioco, diventando un inno prima dei romanisti sugli spalti e poi in campo. Popopopopopò 10 giorni dopo conosce uno dei suoi primi turning point, con il derby della capitale che diventa lo sfondo perfetto per i tifosi romanisti per esplodere con l'inno, grazie a una vittoria sofferta. Poco dopo arrivò la partecipazione di Francesco Totti al Festival di Sanremo condotto dalla moglie Ilary Blasi, in cui il capitano della Roma, reduce dall'infortunio contro l'Empoli, cantò il coro durante la kermesse musicale per eccellenza. La viralità del brano convinse anche tutti gli altri calciatori della spedizione mondiale in Germania a riunirsi in questo coro, una sorta di schermo protettivo dalla stampa per il caso Calciopoli, prodotto tra tifosi e calciatori. Indimenticabile poi è il 9 luglio, quando dopo la batteria dei calci di rigore, i tifosi italiani accorsi in Germania si unirono sonoramente ai festeggiamenti con i calciatori italiani, per la vittoria del quarto mondiale, a 24 anni dall'ultima volta in Spagna. Adesso 15 anni dopo, Belgio e Italia si affrontano in quarto di finale all'Europeo, in una sfida che potrebbe anche interessare l'origine del coro.

Il successo di Seven Nation Army negli anni

Ma il successo di Popopopo si deve a uno dei riff di chitarra più popolari della storia recente, a un gruppo rock americano, e all'album "Elephant" del 2003. Stiamo parlando dei The White Stripes e la loro "Seven Nation Army", divenuta il simbolo dell'affermazione definita della band, arrivata anche grazie al successo in quegli anni di "White Blood Cells", disco che contribuisce alla dimensione rock garage della band, formata da Jack White e Meg White. Appartenente a "Elephant" del 2003, "Seven Nation Army" ha quasi raggiunto i 400 milioni di visualizzazioni su Youtube, crescendo tra il 2006 e il 2011 esponenzialmente, passando sopra anche i progetti successivi della band: "Get Behind Me Satan" e "Icky Thump". Nel 2011 però, relativamente a un allontanamento sempre più totale tra i due protagonisti della band, i The White Stripes decidono di abbandonare le scene, mettendo la parola fine al gruppo esordito nel 1999.

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