"Vonn a Geolier, ma no' a Emanuele". Recita così una parte del ritornello di "Na catena", singolo del rapper napoletano Geolier pubblicato nell'album "Emanuele" il 10 ottobre 2019. L'album è stata la consacrazione di uno dei fenomeni virali degli ultimi anni, un processo di crescita che ha coinvolto Emanuele Palumbo, vero nome di Geolier, nell'arrivo in una nuova fase della sua carriera. Cosa mancava all'artista napoletano per il salto di qualità? Un 2020 da protagonista, che anche in controtendenza al declino degli ascolti dovuti al Covid-19, è riuscito a ritagliarsi una fetta importante del pubblico nazionale ed europeo attraverso scelte ben mirate.

Emanuele: Marchio Registrato

Difficile migliorare un album di successo, soprattutto se quello d'esordio. Lo stesso Geolier che è riuscito a convincere tutti, testimoniando anche attraverso le certificazioni e i numeri sul digitale, la bontà di "Emanuele", ha avuto il coraggio di affrontare una deluxe ricca, ma costruita attorno a singoli di successo con "Emanuele: Marchio Registrato". Ai 16 brani del disco d'esordio, Geolier ne ha aggiunti altri sei, tra cui due collaborazioni che hanno lanciato in maniera perfetta il progetto: da una parte "Narcos", con la partecipazione di Lazza, di gran lunga l'artista più attivo dell'anno insieme a Geolier nelle collaborazioni. Dall'altra parte, richiamando anche le sonorità pop ma anche i tratti vocali neomelodici, ha invitato Roshelle, protagonista della finale di X Factor 2019, nel ritornello di "Na catena", brano diventato anche virale su TikTok e protagonista di varie challenge. Il risultato di tutto questo è stato il successo del progetto, piazzatosi al quinto posto come album più ascoltato in Italia, ma soprattutto portando lo stesso Geolier a classificarsi al quinto posto tra gli artisti italiani più ascoltati della penisola.

M' Manc con Sfera Ebbasta

Cosa chiedere di più, se non una collaborazione con l'artista più in vista degli ultimi anni in Italia? Geolier ha risposto a questo quesito con "M' manc", brano in collaborazione con Sfera Ebbasta, pubblicato lo scorso 23 giugno, con un video ufficiale su YouTube che conta per ora 24 milioni di visualizzazioni. L'idea, come raccontato dallo stesso artista napoletano a Fanpage.it, era arrivata nel periodo di scrittura della repack: "Avevo questo beat di Shablo, ero in quarantena e stavo scrivendo il repack. Ho fatto questo pezzo, ma non gliel'avevo mai mandato, l'ascoltavo da solo perché non mi piaceva, poi finita la quarantena, finita la repack, l'ho ricontattato e gli ho detto: ‘Ti ho fatto un altro pezzo', glielo mando e lui sconnette e mi dice che fa paura, poi mi ricontatta e mi dice che ha parlato con Sfera, dopo viene in studio. Sono felice, il pezzo era già forte, si sentiva, poi quando mi ha mandato il pezzo finito ho capito che era una hit. Sfera me lo disse già che sarebbe stata una hit e infatti così è stato". Il brano, a quasi un anno dall'uscita di "Stamm Fort" di Luchè, riesce a trascinarne la caratura stilistica del brano, ammorbidendo anche il linguaggio e i temi trattati, una lovesong che grazie a un ritornello molto catchy, è diventata una dei tormentoni dell'estate 2020. A replicare il successo, anche se in termini minori, è arrivato anche "Nena" con Boro Boro: la collaborazione con l'artista torinese ha reso chiaro a tutti l'elasticità vocale che il 20enne napoletano può toccare, riuscendo anche a inserirsi in un contesto che molte volte si allontana dalle immagini crude di Geolier.

La versatilità delle collaborazioni

Se è vero che ciò che rimane in superficie deve avere radici profonde, Geolier ha sposato questa visione della musica, facendone una missione. Come? Iniziando dalla versatilità delle collaborazioni, traendone sempre un vantaggio artistico dall'artista che lo ospitava, riuscendo a essere uno dei migliori in ogni progetto. Come per "Mattoni" di Night Skinny, così per "Buongiorno" di Gigi D'Alessio, Geolier ha osato senza fermarsi alla comfort zone di ciò che ha costruito in poco meno di due anni, riuscendo a definire nuove latitudini della sua esperienza musicale. Basti pensare al tono cantato in "Comm si fragile", brano contenuto nel cover album di Gigi D'Alessio, entrando a piedi uniti in un mondo melodico di cui la Campania è terra di partenza e arrivi, un continuo viavai di note e melodie che si rincorrono dagli inizi del ‘900. Ma il 2020 è anche l'anno della collaborazione con Anna Tatangelo in "Guapo" e "Cyborg" di Guè Pequeno, di "1-2-3 Stella" con la Dark Polo Gang e di "Valentino" con Vale Lambo. Un percorso da quasi 20 brani in collaborazione, in un 2020 toccato anche dalla limitazione degli spostamenti, che forse avrebbe ancora di più accelerato il processo di crescita del cantante.

Le premesse per il 2021

E finalmente arriviamo alle notizie che avremmo dovuto dare nel 2020, ma sono state posticipate di un anno. Il 2021 dovrebbe essere l'anno in cui artisti come Geolier, dovranno cimentarsi nel secondo progetto ufficiale, un album che dovrà essere il passo in avanti rispetto a "Emanuele". Ciò che per adesso ha celebrato Geolier è stato uno stile in grado di adattarsi al dialetto napoletano alla perfezione, forse raggiungendo il suo culmine proprio nella rappresentazione di "Emanuele: Marchio Registrato". L'idea che avere in questo momento un rappresentante di hip hop in dialetto renda più real il tipo di progetto/brano dell'arista sembra essere solo una delle verità fattuali della nuova scena nazionale, ma che Geolier sia riuscito a unire tutti i tratti e i caratteri dell'hip hop italiano, diventando personaggio in cui raffigurarsi non solo tra i fan più piccoli, ma un personaggio del rap game tout court. Adesso il passo successivo, secondo fonti vicine a Fanpage.it, è un progetto che rispetti i nuovi canoni del top album in Italia, designati da Sfera Ebbasta con il suo album "Famoso": Geolier, oltre a un nuovo tipo di racconto della realtà, dovrà anche alzare la testa a nuovi suoni, allontanandosi sempre di più dalla comfort zone, in compagnia di Dat Boi Dee, diventato uno dei padri del beatmaking. Oltre alla collaborazione con un'artista statunitense o europeo, sarà anche il momento di fare da chioccia a qualcuno nel proprio progetto, magari un outsider che sembra avere tutte le carte in regola per il successo. La vicinanza potrebbe suggerire l'apparizione di J Lord nel nuovo disco, due giovani interpreti di un racconto aspro ma quanto mai vasto di immagini e simboli come quello del territorio campano.