25 Maggio 2022
16:41

Perché dovete vedere il video di Dubbi di Marracash: l’evoluzione delle fragilità dell’essere umano

A sette mesi dall’uscita dell’ultimo album di Marracash “Noi, loro e gli altri”, il cantante ha pubblicato il video di “Dubbi” con i disegni di Berber.
A cura di Vincenzo Nasto
Fotogramma video ufficiale
Fotogramma video ufficiale "Dubbi" Marracash 2022, opera di Tarik Berber

Cosa unisce un’esposizione di 2500 disegni con una delle canzoni più importanti degli ultimi 12 mesi? Il video di “Dubbi” è un capolavoro grafico, diretto da Tarik Berker, che con 2500 disegni a mano, 12 per ogni secondo, è riuscito a immortalare il senso di un brano che ha piantato radici profonde, neanche minimamente paragonabili alla forza musicale del brano. Il video, uscito appena 24 ore fa, è in tendenza su YouTube e conta di diventare tra i video rap più virali degli ultimi anni.

L'esposizione artistica al centro di Milano

Come aveva confermato alcune settimane fa sui social Marracash, il video di “Dubbi” sarebbe stata un’opera contemporanea: non ha sicuramente tradito le aspettative. Basti pensare che per la produzione del video, il rapper si è avvalso della matita del disegnatore Tarik Berber, un artista bosniaco nato a Banja Luka, oggi di casa a Milano. I suoi 2500 disegni, 12 per ogni secondo, hanno restituito graficamente ciò che il rapper era riuscito a scrivere su carta, nella produzione di “Noi, Loro e gli Altri”. Ma non è finita qui, perché a 24 ore dall’uscita del disco, Marracash, in collaborazione con la Collezione Ramo, allo spazio no profit Assab One di Milano, ha dedicato una mostra al video, con protagonista principale “un corpo maschile dalla linea pulita cammina, nero su bianco”.

Il significato del video di Dubbi

Ma cosa rappresenta “Dubbi”? Il brano, tra i più intimi dell’ultimo lavoro discografico di Marracash, è una seduta di terapia, una descrizione analitica dei processi mentali del cantante, devastato dai dubbi sulla sua evoluzione. Dal concetto di famiglia e amore, come quando canta: “Ora lei è il mio strizza, dice che la normalità mi terrorizza, che non c'entri proprio la famiglia? Anni fa, cazzo, sarei crepato dal ridere, non temo la morte, ma ho paura di non vivere”. In bilico anche il suo rapporto con le sostanze, diventate un cumulo di spiacevoli conseguenze, come l’impossibilità di dormire senza sonniferi: “Anni fa, sì, la tiravo, ora è raro. Canne sono ancora schiavo, paglie in calo, ho problemi con il sonno più che altro, senza pillole non dormo ormai da tanto”. Anche i rapporti coniugali, relativi all’epoca alla sua compagnia Elodie, vengono mostrati attraverso una lente d’ingrandimento, filtrata dalle insicurezze del musicista: “L'amore? L'amore di cui parla, cioè stringere una cosa forte fino a soffocarla? Un gioco in cui mi faccio male o faccio male a un'altra, ho quarant'anni e mai visto un legame che rimanga”.

Il testo di Dubbi

Niente di eccezionale la mia storia
I miei non eran dottori e nemmeno ladri
Dalle miei parti, sa, era già qualcosa
Le vere star per noi erano i criminali
No dialogo a un tavolo, non li biasimo
Lavoro sporadico, sfratto e due figli a carico
E dirlo è pessimo, è come non ci conoscessimo
Cosa sognassero non me lo immagino
Ora lei è il mio strizza, dice che la normalità mi terrorizza
Che non c'entri proprio la famiglia?
Anni fa, cazzo, sarei crepato dal ridere
Non temo la morte, ma ho paura di non vivere
(Di non vivere? Come i tuoi?)
(Pensi questo? Di stare vivendo adesso che hai successo?)
Ho giocate le mie carte
La lotta per la vita è crudele, ma affascinante
Ne ho ho fatto un'arte, ne ho fatto parte
Marracash affianco un fratello più grande
Uno che fruga nella realtà, la fuga da una realtà pesante
Cercando di farci dei soldi durante
Malgrado poi gli anni balordi e tutti i rischi corsi
Guardando quei problemi grossi che si fanno enormi
Quelli brutti sono diventati bei ricordi
Quelli troppo brutti li ho rimossi
E sono rimasti i dubbi, dubbi, dubbi
Martellanti dubbi, dubbi, dubbi, dubbi
Dubbi, dubbi, dubbi
Martellanti dubbi, dubbi, dubbi, dubbi
Anni fa, sì, la tiravo, ora è raro
Canne sono ancora schiavo, paglie in calo
Ho problemi con il sonno più che altro
Senza pillole non dormo ormai da tanto
"Quanto?", chiede, più di quattro anni, non mi guardi male
So che il foglietto diceva: "Max quattro settimane"
Ho strani sbalzi e non so cosa li causi
La mente mente, trova nuovi modi di ingannarmi
L'amore? L'amore di cui parla
Cioè stringere una cosa forte fino a soffocarla?
Un gioco in cui mi faccio male o faccio male a un'altra
Ho quarant'anni e mai visto un legame che rimanga
Un amore materno, viscoso, non mi serve, non lo voglio
Per me è solo un modo per nascondersi dal mondo
(Tuo fratello ha due bambini splendidi, non li avrai mai)
(Nessuno ti aspetta, si fotte di come stai)
Anche questo, tutto questo
Volevo davvero questo? Tutta la vita che ci penso
Forse non credo più al prodotto che vendo
Che paradosso, no? Che io per essere me stesso
Sia costretto a andare dove non mi riconoscono
Ci sarà dell'altro oltre lo sfarzo per lo sforzo
Qui dall'alto penso che ho sacrificato troppo
Amo il caos, odio sia tutto sotto controllo
Non mi va che fare soldi a palate
Mi faccia un ricco che non sa più allacciarsi le scarpe
È lampante, accade già in questo istante
Sorrida il mio conflitto va dritto nelle sue tasche
Forse fare musica è l'unica soluzione
Forse non c'è buca che racchiuda il tuo dolore
Forse non c'è fuga che conduca all'evasione
Forse stavo bene tra i perdenti e gli idealisti
Forse la salute mentale è roba da ricchi
Forse per andare avanti non devi ascoltarti
Come fanno gli altri? Li vedo così convinti
E senza dubbi, dubbi, dubbi
Tutti senza dubbi, dubbi, dubbi, dubbi
Tutti, tutti, tutti
Tutti senza dubbi, dubbi, dubbi, dubbi
Sì, ti porto a fare un viaggio solo io e te
Ma se andiamo sul privato, non intendo il jet
Non c'è una destinazione
E non so se si arriverà (eh, dove?)
Non c'è una destinazione
Nel blu

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