Peppe Lanzetta
in foto: Peppe Lanzetta

Nella cinquina degli Album in dialetto della targa Tenco c'è anche un nome noto della letteratura italiana, ovvero quello di Peppe Lanzetta – figura storica e fondamentale della Cultura made in Napoli – che lo scorso anno esordì con un album, "Non canto, non vedo, non sento", formatosi in un periodo molto lungo e approdato alla pubblicazione grazie a Jennà Romano dei Letti Sfatti, che hanno collaborato con lui in vari pezzi. Spoken word per lo scrittore di "Un Messico napoletano" e "Figli di un Bronx minore" che in quest'album vanta collaborazioni importanti come quella di Franco Battiato e rende omaggio a due miti come Piero Ciampi e Pier Paolo Pasolini.

Lanzetta, è finalista alle Targhe Tenco, non male come risultato per il primo album…

Sono stupito e contento allo stesso tempo. Ringrazio chi ha prodotto, arrangiato, pubblicato il disco. E chi l’ha votato.

Lei, però, non è nuovo alle cose musicali, anzi…

La musica mi ha sempre accompagnato. Insieme a Rosario Jermano credo di essere stato tra i primi a intuire il talento di Pino Daniele.

Tra l’altro era in classe con Pino Daniele. Come s’è sviluppato il vostro rapporto?

Abbiamo avuto dei forti caratteri e quindi il rapporto negli anni non è stato facile. Ma quando qualcuno ne parlava male io prendevo questioni. Credo sia stato il cantore dell’ultimo novecento napoletano in assoluto.

Parliamo di "Non canto, non vedo, non sento", un album in cui c’è molto spoken word, quasi un reading poetico. Come sono nate queste canzoni?

Con la pazienza di Jennà Romano che ha intuito forse la mia sensibilità e si è messo a disposizione. Ha coinvolto il suo percussionista Mirko e lentamente nell’arco di 5 o 6 anni è nato il tutto.

Come nasce il suo rapporto con Franco Battiato con cui duetta in “Arriverà”?

Franco Battiato è stato il primo artista in assoluto a credere nel mio talento artistico. Ci siamo frequentati negli anni, ho avuto il piacere di essere andato a casa sua a Milo, sotto l’Etna. L’ho conosciuto fisicamente negli studi della Rai di Milan nell’84.

In “Mediterraneo” affronta un tema molto attuale: le migrazioni. Quel pezzo, però, ho letto che è nato un po’ di anni fa, lo ha riattualizzato?

È nato più di 15 anni fa e il testo era nella raccolta di Ballate "Ridateci i sogni" (uscito per Feltrinelli editore) del 2002. Nato e composto così.

Non mancano anche gli omaggi: a Ciampi, ma anche a Pasolini…

Ciampi assoluto Dio della canzone d’autore. Pasolini il vate assoluto. L’anticipatore di tutto, compresi i giorni cupi che viviamo.

“Non sempre chi si traveste da gigante riesce a reggere il peso dei suoi ornamenti” frase che chiude “Lo sputo del 2011”, che si pianta in testa…

Frase di Jennà Romano, artista raffinato.

È un momento di ripresa per la musica napoletana, sia con le nuove generazioni che con le vecchie, penso a questa “riscoperta” nazionale di un artista come James Senese. Come vede da “esterno” questo momento?

È sempre bello quando i fermenti creano arte, caos, fibrillazione, energia. Tanti giovani di valore, dal rap alla canzone d’autore. Avremo delle sorprese presto.

A proposito di Senese, come nasce “Alla quale”?

"Alla quale" nasce perché amo Senese per cui nel 1984 composi 4 brani per il disco "Il passo del gigante". Sarebbe bello lo ristampassero.