Patty Pravo (LaPresse)
in foto: Patty Pravo (LaPresse)

Il sesso da adolescente, il Conservatorio, il Piper, i matrimoni, mariti veri e no, droga e la musica: Patty Pravo si racconta in un'intervista al Corriere. La cantante ha parlato della sua vita, passata tra eccessi e la voglia totale di libertà, ricordando i suoi amici, le scorribande ma anche i lunghi viaggi in solitario, tra Africa e Asia, della sua mente aperta e anche degli eccessi che negli anni '60/70 era quasi la normalità. "Senti le cose quando hai l’anima aperta", dice più volte Patty Pravo che fa di questa una delle sue caratteristiche principali, che le hanno permesso di fare una Transoceanica in solitaria, di essere, unica donna, tre mesi coi Tuareg, nove mesi per percorrere la Via della Seta, i concerti in Cina e in giro per il mondo perché "Centoventi milioni di dischi li vendi solo girando: Australia, Giappone… Cantavo e magari prendevo due settimane per me".

La ragazza del Piper

Conosciuta per pezzi come "Pazza idea", "Pensiero stupendo", "E dimmi che non vuoi morire", "Bambola", ma anche perché era la ragazza del Piper: dopo il Copnservatorio se ne andò a Londra e lì le parlarono di questo locale romano "fighissimo" e la sera stessa decide di mettersi in auto e partire. Arrivata lì il proprietario Alberigo Crocetta le chiede se sa anche cantare e così comincia e in poche settimane non solo comincia a girare l'Italia, anche grazie a Gianni Boncompagni che scrive per lei "Ragazzo triste" ma diventa subito perno delle serate romane e anche della televisione: "Ero ricca da schifo, infatti i soldi non li ho mai considerati e avrei fatto meglio a conservarne di più" ha continuato al Corriere.

I matrimoni e le droghe

Patty Pravo racconta anche i suoi amori, anzi, i suoi mariti e dipana ancora una volta la questione della bigamia, dovuta a un problema tecnico di matrimoni non cancellati, e di come si è salvata perché si è ritrovata trigama, e la legge non lo prevedeva. La cantante parla anche delle droghe, della coca per cui finì a Rebibbia ma non aveva mai utilizzato: "Se c’è una cosa che non ho mai preso è la coca. Il resto sì. Cominciai a casa del pittore Mario Schifano, anni 60. Aveva vasi pieni di pilloline, ci bivaccavano i Rolling Stones" ma ora non ne fa più uso: "Neanche la canna che Ornella Vanoni prende per dormire".