Lele Spedicato è fuori pericolo, come oramai è noto a tutti coloro che hanno seguito con apprensione il ricovero del chitarrista dei Negramaro che la moglie Clio aveva trovato privo di sensi a bordo della piscina della loro casa in Salento. Colpito da un'emorragia cerebrale il musicista ha passato diverse settimane nel reparto di Rianimazione dell'Ospedale Vito Fazzi di lecce dove le sue condizioni sono pian piano migliorate fino all'ultimo bollettino che lo dichiaravano fuori pericolo, sciogliendone la prognosi e aspettando di capire se era possibile trasferirlo in un centro specializzato per la riabilitazione.

Le parole di Clio

La moglie Clio, fino ad ora, era intervenuta solo una volta, subito dopo il ricovero per esprimere pubblicamente quello che sentiva e dire grazie "ad amici vicini e lontani, a sconosciuti e conoscenti, a stars e a fans per il sostegno, per le preghiere e per l’energia positiva che state dimostrando" confidando che "gli stia arrivando quest’ondata di amore, incoraggiandolo a reagire ancora più forte". Oggi Clio Evans torna a condividere pubblicamente un post che parla di loro, a quasi un anno dal loro matrimonio: "Un anno fa ci siamo promessi amore eterno. Lo rifarei altre mille volte amore mio. La mia riconoscenza infinita va a Dio in primis e a tutto lo staff del reparto di rianimazione del Vito Fazzi di Lecce poi, per averti tirato fuori dal pericolo. Grazie a @negramaroofficial per la continua presenza e alle mie rocce Cocco e Michela, è proprio vero che l’amicizia è il balsamo della vita… grazie ancora a tutti coloro che mi hanno scritto, cercato, chiamato, sostenuto ogni giorno o anche una sola preziosissima volta. Siete importanti. Che Dio vi benedica ♥️ Auguri amore mio! Che sia un nuovo inizio! #forzalele #forzaamoremio #continuacosì".

Lele Spedicato fuori pericolo

L'ultimo bollettino dei medici, arrivato lo scorso 10 ottobre, recitava: "I medici della Rianimazione del “Vito Fazzi”, dove è ricoverato dal 17 settembre scorso, dopo un’attenta e ponderata analisi hanno deciso di sciogliere la prognosi. Il paziente, infatti, non è più considerato in pericolo di vita, è vigile, respira autonomamente, risponde bene agli stimoli e presenta valori buoni in tutti i parametri", mettendo, quindi, un punto a una situazione che da drammatica si era pian piano stabilizzata.