In una bella intervista a Vanity Fair, Paola Iezzi ha parlato del suo ultimo singolo, "Ridi", canzone che ha avuto una lunga gestazione, i cui germogli sono stati messi in quella terra tenera e amara che è stata la separazione dalla sorella e che la cantante è riuscita a chiudere solo dopo anni, pubblicandola un paio di mesi fa, inclusa nell'Ep omonimo. La canzone  è scritta assieme a Michele Monestiroli (a.k.a. Cat Paradox), collaboratore storico della cantante e prodotta da Andrea Suriani, uno dei produttori più apprezzati di questi ultimi anni e collaboratore, tra gli altri, di Cosmo: "La vita è strana, può cambiare prospettive, può cambiare le persone e le cose" canta la Iezzi in un testo che a differenza di quanto potrebbe far presagire il titolo non è allegro: "E’ un brano che racconta un momento di totale incomprensione e di completa incomunicabilità tra due persone, in cui, uno dei due soggetti, agisce divertito, “contro” l’altro, in maniera quasi sadica, forse nella totale inconsapevolezza di star ferendo a morte la persona che ha di fronte. Quest’ultima presa dallo sgomento, dopo un momento di totale smarrimento, nel quale resta totalmente inerme e senza forze, non può fare altro , poi, che prendere atto della situazione e cercare di elaborare quanto accade, per rimettersi in piedi quanto prima" si leggeva nella nota stampa.

Il significato della canzone

E in effetti la canzone racconta un periodo molto duro della vita della cantante che spiega come ormai proceda, musicalmente un passo alla volta: "Io non sono prolifica, non sono una mestierante con un milione di brani in un cassetto" dice al giornalista, spiegando la difficoltà del momento in cui una canzone – soprattutto così personale – prende il largo e diventa pubblica: "Ridi mi ha fatto sentire persa, senza riferimenti. Mi serviva un posto come Los Angeles, che incarnasse questa sensazione e la curasse".

Il dolore della separazione dalla sorella

Ovviamente non poteva non tornare il rapporto con Chiara, la sorella con cui ha condiviso un lungo percorso artistico, partito al festival di Sanremo e arrivato a un capolinea amaro, con una separazione dura, che ha messo alla prova tutte le parti in causa: "Non [ci sentiamo] spesso, ma è un esercizio di rispetto reciproco. Abbiamo passato vent’anni in simbiosi, con un cervello solo, sulla musica non discutevamo mai" ha spiegato la Iezzi, che intanto ha pubblicato una nuova versione fisica di "A merry little Christmas", uscito lo scorso Natale solo in versione digitale: "Non ci si separa mai in pace. Si può arrivare a un’accettazione, dopo un processo di comprensione dello stato emotivo dell’altro" senza contare, continua, delle implicazioni familiari: "Mi sono trovata emotivamente sola, non potevo chiamare mia madre e vomitarle addosso tutto, lei soffriva quanto noi, per loro era un fregio che avessimo successo come sorelle, è stato un dolore enorme vederci separate". A starle vicina in questi anni ci ha pensato, tra le poche persone veramente care, Max Pezzali, un vero amico, colui che le ha fatto credere, dice, che l'amicizia tra uomo e donna esista veramente.