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Olly urla A Squarciagola: “C’è troppa musica usa e getta, serve una pausa dopo un anno straordinario”

Olly, reduce dall’avventura sanremese con Polvere e dal singolo estivo Tutto con te, ha pubblicato lo scorso 3 novembre il singolo A Squarciagola. Qui l’intervista.
A cura di Vincenzo Nasto
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Olly, foto di Comunicato Stampa
Olly, foto di Comunicato Stampa

Sono passati alcuni mesi dal Festival di Sanremo 2023 e una delle rivelazioni, proveniente da Sanremo Giovani, è sicuramente stata Olly, nome d'arte di Federico Olivieri. L'autore, dopo il successo di Polvere, disco di platino, e del brano estivo Tutto con te, ha pubblicato lo scorso 3 novembre A Squarciagola, con la produzione del fidato JVLI. Un brano che racchiude le emozioni di un anno "che una persona normale potrebbe definire quello della coronazione" e che, invece, ha prodotto nell'autore anche una sensazione di disagio: "Ho sentito di dover essere più felice di quanto io sia realmente e ho scelto di raccontare quella sensazione". Nel frattempo, l'ultima tappa del 2023 sarà il sold-out al Fabrique di Milano il prossimo 10 dicembre, appuntamento di chiusura de Il mondo gira tour, con un occhio ai primi mesi del 2024, anche alla nuova edizione del Festival di Sanremo: "Quando sento di avere un brano da proporre, cerco di farlo sempre". L'intervista a Olly qui.

Come sono passati questi mesi?

Sto bene ed è un bel momento. Abbiamo anche il Fabrique in preparazione e c'è tanta musica in studio. La nostra vita da artisti potrebbe essere anche più imprevedibile di quella che è realmente, purtroppo ormai tutto si è standardizzato. Da disilluso ti dico bene e tiriamo avanti, anche se può sembrare triste dirlo.

Cosa si è standardizzato e come riesci a trovare stimoli per la tua musica?

Adesso bisogna comparire, esserci, uscire con i singoli anche se non è ancora tutto chiaro. Poi fortunatamente, quando si fa musica in maniera genuina, il filo che unisce tutto lo ritrovi. Cerco di trovare ispirazione dalle piccole cose in cui posso differenziarmi: dalla musica alla comunicazione, dalle idee alla preparazione dei concerti, come con il Fabrique. Ci sono tutti i presupposti per finire bene quest'anno straordinario.

Un 2023 da ricordare?

C'è stata tanta emozione, al Fabrique voglio fare qualcosa di bello e memorabile e con il mio team stiamo organizzando tutto. Stiamo pensando a una versione alternativa di ciò che ho portato sul palco negli scorsi mesi, ed essendo pessimista, mi sto vivendo questo concerto come potesse essere l'ultimo della mia carriera.

Un 2023 che si chiude con l'inedito A Squarciagola. Quando nasce?

È nata in uno dei pochi momenti di pausa di quest'anno. Quest'anno, dopo tre estati di fila a lavorare, mi sono preso una settimana in Sardegna, anche perché avevamo una data lì (ride ndr). Siamo saliti sul tetto con la chitarra e abbiamo cominciato a suonarla, poi giustamente è stata perfezionata a Milano nel nostro studio.

Cosa racconta A Squarciagola?

Avevo l'esigenza di dimostrare, anche a me stesso, di riuscire ad uscire dalle tonalità e dal racconto dei mesi passati, con un sound chiaro. Sono riuscito anche ad approfondire, come dico nell'intro "Non vado in fondo nelle cose da un po'", me stesso e il mio stato d'animo. Questo alla fine di un anno che emotivamente è stato carico a livelli assurdi, che una persona normale potrebbe definire quello della coronazione.

E invece?

Ho sentito di dover essere più felice di quanto io sia realmente e ho scelto di raccontare quella sensazione.

Ci saranno altri inediti prima dell'arrivo del 2024 o finisce qui quest'anno?

Ci potrebbe essere l'occasione di ascoltare un mio feat nei brani di qualcun altro, mentre per i singoli miei ci vediamo l'anno prossimo. Adesso mi voglio dedicare solo al concerto al Fabrique il prossimo 10 dicembre. Poi ci sarà una pausa.

Pensi che tutta questa onda che ti ha travolto nel 2023, ti abbia messo anche nelle condizioni di non riuscire ad esprimere, sempre, ciò che pensavi?

In un momento così adrenalinico ho avuto l'occasione di raccontarmi, ma senza aver troppo tempo per pensare. Da una parte, per me, è anche una cosa positiva. Tendo a essere una persona che se ha troppo tempo libero, cerca di mettersi i bastoni tra le ruote. Sono stato felice di tirare dritto, ma adesso, essendosi un po' calmata la situazione, posso ritornare a riflettere sui miei mostri, però con un altro tipo di peso, di consapevolezza, di responsabilità rispetto a quello che avevo prima.

Hai detto che ci sarà una pausa dopo il concerto al Fabrique a dicembre. Durerà anche nei primi mesi del 2024, in corrispondenza del Festival di Sanremo?

Quando sento di avere un brano da proporre, cerco di farlo sempre. È una cosa che si può pensare di fare nel momento in cui c'è un disco pronto e io sento di averlo, come sento di avere un brano per la kermesse. Nel caso il responso fosse negativo, la cosa non mi atterrerebbe sicuramente. Ho fan incredibili e ho tanto da esprimere.

Qual è la direzione di questo nuovo progetto?

Non ho scelto il titolo del disco, continuerò a fare musica e tra qualche mese, se sarò soddisfatto, cercherò di unire i punti. Per ora non ho ancora voglia di farlo, perché voglio suonare live: la mia priorità sarebbe un disco da portare subito in giro. Qualcosa di intenso all'ascolto, altrimenti non avrebbe senso farlo. C'è troppa musica usa e getta.

Una distribuzione troppo veloce?

Ci sono dischi superficiali, un po' poveri, magari mettendo assieme dei brani già pubblicati. Per adesso, voglio rimanere nell'ottica di fare un concept album, senza per forza fare La Divina Commedia, anche perché per adesso non ho questo tipo di dedizione e vocazione. Cercherò sempre che la genuinità sia il tratto più distintivo della musica che scrivo.

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