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Ode a Ornella Vanoni che al Concertone non porta hit ma un capolavoro che parla di morte sul lavoro

Ornella Vanoni ha scelto di portare sul palco del Primo maggio una canzone che parla di morti sul lavoro.
A cura di Francesco Raiola
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In mezzo al Concertone del Primo Maggio si staglia alta la scelta di Ornella Vanoni di salire su quel palco portando un suo cavallo di battaglia, forse meno conosciuto, ma perfetto da cantare il primo Maggio, festa dei lavoratori. La cantante, infatti, ha scelto "Construçao", in italiano "Costruzione", canzone scritta da Chico Buarque De Hollanda e contenuto nel suo album omonimo, una pietra miliare della bossanova, tradotta in italiano da Sergio Bardotti. Lo ha voluto ribadire lei stessa sul palco, il pubblico forse non avrebbe cantato, non avrebbe applaudito, forse non avrebbe neanche capito perché quella non è "L'appuntamento", "La voglia, la pazzia", "Rossetto e cioccolata" ma neanche "Toy Boy": "Questa è una canzone sulla gente che muore, non è esaltante, non è rock, non è pop, non è funk, è una canzone importante, però" come ha tenuto a ribadire lei stessa.

"Sono tanti anni che dico che vorrei andare al Primo Maggio e mi dicono, ‘No, il Primo maggio non è per te', va bene, ma siccome questo è il Primo Maggio è dovrebbe essere la festa dei lavoratori anche se ha perso un po' il suo significato, sono venuta qui a cantare una canzone di Chico Buarque de Hollanda su una morte bianca" ha detto Ornella Vanoni prima di cominciare a cantare una versione non perfetta e per questo ancora più vera, viva ed emozionante. "Dall'inizio dell'anno a oggi, sono morti circa 200 operai, soltanto in questo periodo, senza parlare di quelli che sono morti prima perché ormai è tutto fatto in fretta, la vita non ha più valore, chi se ne frega se le impalcature li reggono o non li reggono se non vengono schiacciati dalle putrelle come quel ragazzino di 18 anni. Insomma, è un dolore immenso, ma poi gli operai sono stanchi, hanno orari di lavoro tremendi. Vi canto questa canzone, non canterete dopo, non mi applaudirete come quando sentite le canzoni che vi piacciono, è una canzone meravigliosa però".

La canzone di Buarque è una denuncia fortissima contro le morti sul lavoro, scritta, tra l'altro, nel lontano 1971 e pubblicata nell'album omonimo quando il cantautore tornò in Brasile dopo una lunga residenza in Italia. E a 50 anni di distanza le cose sono cambiate poco, per questo la scelta di Vanoni di cantare questa canzone è la più giusta. Il brano è il racconto della morte di un operaio, raccontata nella banalità del quotidiano, nei gesti che però avevano assunto un significato particolare fino alla caduta dall'impalcatura: "Ed inciampò nel cielo come un vecchio comico e fluttuò nell'aria come fosse un passero. E cadde giù per terra come un pacco flaccido, agonizzando in mezzo del passaggio pubblico. È morto contromano disturbando il traffico". Una canzone sulla gente che muore, nel giorno in cui si celebrano i diritti dei lavoratori, Vanoni immensa che tiene alta l'attenzione durante "la festa dei lavoratori anche se ha perso un po' il suo significato".

Il testo di Costruzione

E quella volta amò come se fosse l'ultima
E poi baciò sua moglie come se fosse l'ultima
Ed ogni figlio suo come se fosse il prodigo
E attraversò la strada col suo passo timido

Salì la costruzione come fosse macchina
Lì sull'impalcatura quattro muri solidi
Mattone su mattone in un disegno logico
Ma gli occhi già impastati di cemento e lacrime

Seduto a riposare come fosse sabato
Mangiata pasta scotta come fosse un principe
Bevuto e singhiozzato come fosse un naufrago
Ballato e riso come se si sentisse musica
Ed inciampò nel cielo come un vecchio comico

E fluttuò nell'aria come fosse un passero
E cadde giù per terra come un pacco flaccido
Agonizzando in mezzo del passaggio pubblico
È morto contromano disturbando il traffico

E quella volta amò come se fosse l'ultima
E poi baciò sua moglie come se fosse l'unica
Ed ogni figlio suo come se fosse prodigo
E attraversò la strada come un vecchio comico

Salì la costruzione come fosse solida
Salì l'impalcatura quattro muri magici
Mattone su mattone in un disegno logico
Con gli occhi già impastati di cemento e traffico

Seduto a riposare come fosse un principe
Mangiato pasta scotta come fosse il massimo
Bevuto e singhiozzato come fosse macchina
Ballato e riso come fosse il prossimo
Ed inciampò nel cielo come se si sentisse musica

E fluttuò nell'aria come fosse sabato
E cadde giù per terra come un pacco timido
Agonizzando in mezzo al passaggio naufrago
È morto contromano disturbando il pubblico

E quella volta amò come se fosse macchina
E poi baciò sua moglie come fosse logico
Salì l'impalcatura quattro muri flaccidi
Seduto a riposare come fosse un passero
E fluttuò nell'aria come fosse un principe
E cadde giù per terra come come un vecchio comico
È morto contromano disturbando il sabato.

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