La fama di Nino D'Angelo lo precede in tante parti d'Europa, soprattutto quelle in cui è forte la presenza di emigrati italiani, con il Belgio e la Germania a farla da padrone, come sa bene l'ex caschetto biondo, che nei giorni scorsi è andato prima a Liegi e poi a Parigi a portare la sua musica. È stato soprattutto il concerto dell'1 dicembre nella Capitale francese a far parlare di sé, soprattutto per la location, ovvero quel Bataclan che è stato oggetto di una delle pagine più scure della Storia (del terrorismo) mondiale di questi ultimi anni, quando il 13 novembre del 2015 130 persone più i sette attentatori persero la vita in una serie di attacchi che videro nel locale del centro città il luogo col maggior numero di morti. Un luogo che da quel momento – si svolgeva, quella sera, il concerto degli Eagles of Death Metal – è diventato un luogo simbolo.

Le attività della sala sono riprese già più di un anno fa, ma la notizia del concerto di Nino D'Angelo era stato, comunque, almeno in Italia, un piccolo evento. Il cantante, appunto, è uno dei più noti nelle comunità italiane all'estero, che amano molto l'epoca del caschetto biondo, quello dei film e del primo Sanremo, del ragazzo col caschetto, appunto, del maledetto treno e dei ragazzi della Curva B, un ragazzo che è cresciuto, s'è fatto uomo e ha saputo cambiare riuscendo a tenere dentro di sé quell'anima popolare senza perdere la possibilità di esplorare altri mondi, immergendosi nelle acque della world music, e dando il via a un altro periodo artistico, più maturo, forse, che gli ha portato enormi soddisfazioni, almeno a livello di critica, ma che non gli ha mai fatto perdere di vista le sue origini, quelle del ragazzo di San Pietro a Patierno.

Stando alle immagini che circolano in rete e che lo stesso D'Angelo ha voluto postare sulla sua (seguitissima) pagina Facebook, il Bataclan era pieno di gente, tutti intenti a cantare e seguire il cantante sul palco. Bandiere del Napoli sventolavano e a un certo punto gli sono state portate sul palco appena attaccata "Quel ragazzo della curva B", probabilmente uno dei suoi maggiori successi, diventato un inno ufficioso per tutti i tifosi del Napoli, appunto.