Niccolò Fabi è tornato con il suo nuovo singolo "Io sono l'altro", che anticipa l'uscita del suo nuovo album "Tradizione e tradimento" che uscirà l'11 ottobre. Il cantante torna con un brano dalla forte connotazione sociale, una riflessione sull'importanza dell'empatia, sull'altro, quello che oggi pare spaventarci, il ‘diverso', quello che vediamo al di fuori di noi stessi e ci sembra strano perché non è noi stessi, anche se, in fondo, un po' lo è ("Io sono l’altro, puoi trovarmi nello specchio, la tua immagine riflessa, il contrario di te stesso"), "il marito della donna di cui ti sei innamorato, sono quello che hanno assunto quando ti hanno licenziato. Quello che dorme sui cartoni alla stazione sono il nero sul barcone".

Il significato di "Io sono l'altro"

Il singolo è stato anticipato anche da un video girato da Valentina Pozzi che riprende, in bianco e nero, Fabi che canta e balla, tra il netto e lo sfocato: "Esiste un’espressione ‘In Lak’ech' che nella cultura Maya non è solo un saluto ma una visione della vita. Può essere tradotta come ‘io sono un altro te' o ‘tu sei un altro me'. Che si parta dalla filosofia o dalla fisica quantistica si arriva sempre alla conclusione che l’altro è imprescindibile nella nostra vita e che siamo solo particelle di un tutto insondabile. Allora l’empatia diventa non solo un dovere etico, ma l’unica modalità per sopravvivere, l’unica materia che non dovremmo mai dimenticarci di insegnare nelle scuole. Conoscere e praticare i punti di vista degli altri è una grammatica esistenziale, come riuscire ad indossare i loro vestiti, perché sono stati o saranno i nostri in un altro tempo della vita. ‘Io sono l’altro' è anche il titolo di una delle canzoni di questo disco nuovo. Da oggi la potete sentire".

Il testo della canzone

Io sono l’altro
sono quello che spaventa
sono quello che ti dorme nella stanza accanto.
Io sono l’altro
puoi trovarmi nello specchio
la tua immagine riflessa, il contrario di te stesso.
Io sono l’altro
sono l’ombra del tuo corpo
sono l’ombra del tuo mondo
quello che fa il lavoro sporco
al tuo posto.

Sono quello che ti anticipa al parcheggio
e ti ritarda la partenza,
il marito della donna di cui ti sei innamorato
sono quello che hanno assunto quando ti hanno licenziato.
Quello che dorme sui cartoni alla stazione
sono il nero sul barcone,
sono quello che ti sembra più sereno
perché è nato fortunato o solo perché ha vent’anni in meno.
Quelli che vedi sono solo i miei vestiti
adesso facci un giro e poi mi dici.

Io sono il velo
che copre il viso delle donne
ogni scelta o posizione che non si comprende.
Io sono l’altro
quello che il tuo stesso mare
lo vede dalla riva opposta
io sono tuo fratello, quello bello.

Sono il chirurgo che ti opera domani
quello che guida mentre dormi
quello che urla come un pazzo e ti sta seduto accanto
il donatore che aspettavi per il tuo trapianto.
Sono il padre del bambino handicappato che sta in classe con tuo figlio
il direttore della banca dove hai domandato un fido
quello che è stato condannato
il presidente del consiglio.
Quelli che vedi sono solo i miei vestiti
adesso vacci a fare un giro
e poi mi dici.