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Neves17 e la rivalsa di Ieri, Oggi e Domani: “Ho sofferto la solitudine, ma adesso voglio tutto”

Neves17, nome d’arte di Vittorio Neves, ha esordito lo scorso 10 novembre con Ieri, Oggi e Domani: all’interno anche Geolier e Baby Gang. Qui l’intervista.
A cura di Vincenzo Nasto
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Neves, foto di Comunicato Stampa
Neves, foto di Comunicato Stampa

Quella che potrebbe sembrare una stesura cinematografica, il racconto di una sparatoria che lo ferisce il 26 giugno 2009, è invece una ricerca di redenzione musicale: Ieri, Oggi e Domani è il disco d'esordio di Neves17, aka Vittorio Neves, pubblicato lo scorso 10 novembre. Un progetto anche ricco di collaborazioni, com'era avvenuto in passato, quando con Enzo Avitabile e Geolier aveva riscritto Mane e mane in Oro e Diamanti, o come con Sarodj e Boro aveva firmato il suo ultimo singolo Luna. Infatti in Ieri, Oggi e Domani troviamo Geolier, Lele Blade, ma anche Baby Gang, Sacky, Morad e il rapper francese Enzo From the block. Poco meno di 30 minuti di musica, un assaggio a tutti gli effetti di ciò verrà, anche perché nell'ultima traccia del disco annuncia un nuovo album, già pronto. Qui l'intervista a Neves17.

Come stai? Come hai vissuto questo periodo all'uscita dell'album?

Sto bene, è un momento emozionante che cerco di vivermi con molta tranquillità. Sono felice di questo progetto, il mio primo album.

Anche se nell'outro del disco, Neves17, annunci un nuovo album a breve?

Ho annunciato a tutti che sto per entrare in campo, adesso voglio tutto. Con la prossima mossa segnerò una trentina di goal (ride n.d.r) e poi posso anche rimettermi in panchina per un po' di tempo.

Chi era ieri Vittorio Neves?

Un ragazzo che ha girato e visto molto, una persona che non è mai stata a casa.

Nella intro Vittorio Neves canti: "Sono forte perché sono stato debole".

Credo di essere cambiato molto negli ultimi anni. Ho conosciuto la solitudine: sono rimasto così tanto solo che ho dovuto affrontare i miei demoni. Ho voluto mettere il mio passato da parte e concentrarmi sulla musica.

C'è qualcuno che ti è rimasto accanto in questo percorso musicale?

Credo Vittorio (sé stesso n.d.r), Baby Gang e Geolier.

Come hai trovato l'intesa con questi due artisti?

Con Baby Gang ormai ci conosciamo da un sacco, poi da quando mi sono trasferito a Milano ci possiamo sentire più spesso. Sono convinto che io e lui abbiamo tante cose in comune, anche per la vita che abbiamo condotto. Mentre Geolier è stato uno dei primi a spingermi a fare musica.

Come?

Mi invitava in studio e mi ripeteva che dovevo concentrarmi sul fare la musica, fare l'artista. Mi ha dato delle indicazioni giuste.

Geolier, ma anche Lele Blade, che sono nel tuo disco, erano presenti anche nel primo episodio di Fuego, quello che ti ha dato maggiore visibilità. È cambiato il tuo rapporto con la musica da allora?

Non credo sia cambiato il mio modo di vedere e trattare la musica, anzi credo di essere cambiato io. Ho ascoltato tanto ma sto continuando a sbagliare con la mia testa. Soprattutto in campo musicale voglio sbagliare per migliorare, non ho bisogno che qualcuno mi protegga come farebbe una madre, altrimenti non imparerei mai.

E tua madre che rapporto ha con la tua musica? Partecipa al processo o è totalmente distante?

Mia madre è felice che io faccia musica. Avendo origini sudamericane (Capoverde n.d.r) è una persona che ha sempre controllato da lontano cosa facessi – anche perché non stavo mai a casa – insegnandomi i valori. Poi, prima di uscire di casa mi dà le "benedizioni", facendosi la croce e baciandomi la testa.

Un segno religioso?

So di essermi allontanato molto da Dio in passato, è una cosa che voglio cambiare. La musica può essere un passo verso una vita migliore, so che concentrandomi sulla mia visione potrò ringraziare anche me stesso.

Facendo un passo indietro, hai vissuto un rapido successo iniziale, anche con brani come Fuego e Mon Amie: poi hai parlato di solitudine. 

Sono una persona molto umile e so che ci sono determinati momenti in cui posso stare in alto, in testa alle classifiche, e il giorno dopo cadere, scendere in basso. Dall'altra parte credo che il segreto di ogni grande artista sia sapersi rimettere in piedi ed è stato difficile farlo.

In riferimento a ciò che è accaduto a Shiva, come ti poni nei confronti di chi ha voluto legare il fenomeno criminale a quello musicale?

Credo siano due cose molto differenti, altrimenti ogni persona potrebbe essere influenzata da Gomorra. Credo piuttosto che ormai il 98% degli artisti che raccontano di vivere in questi contesti, se lo inventi per dare credibilità nella propria musica.

E invece?

Invece credo ci sia molta riservatezza, o anche vergogna nel non parlare di determinate cose del proprio passato, soprattutto se discutiamo di situazioni e ambienti molto difficili.

C'è ancora qualcosa di cui hai vergogna a raccontare attraverso la musica?

Credo ci siano molte cose di cui non riuscirei a parlare in questo momento, anche per non aprire porte del mio passato. Credo di aver vissuto già tre vite e voglio continuare a raccontarmi a 360 gradi.

La seconda vita è questo disco?

Sì.

E la terza?

Quando entrerò in campo e tutti si accorgeranno di quello che so fare.

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