Neil Young ha fatto causa a Donald Trump. Il Presidente degli Stati Uniti d'America avrebbe usato, nel corso dei suoi comizi e altri eventi politici, alcune delle canzoni dell'artista canadese. Da qui, la decisione di ricorrere alle vie legali. I documenti, che sono stati pubblicati sul sito ufficiale di Neil Young, parlano di violazione del copyright. Ma vediamo i dettagli.

Campagna di odio e ignoranza

Il punto di vista di Neil Young è stato espresso molto chiaramente dai suoi avvocati. Nei documenti legali si legge: "Questa denuncia non è da intendere come una mancanza di rispetto nei confronti dei diritti e delle opinioni dei cittadini americani, che sono liberi di esprimere sostegno al candidato da loro scelto. Tuttavia, il querelante, in buona coscienza, non può permettere che la sua musica venga usata come ‘colonna sonora' per una campagna di ignoranza e di odio, divisiva e antiamericana".

Chiesto un risarcimento di 150 mila dollari

Quanto ai brani che sarebbero stati usati in campagna elettorale, si fa riferimento in particolare alle canzoni Rockin' in the free world e Devil's Sidewalk: "Non avevano il permesso di suonare queste due canzoni a nessun evento politico pubblico". Neil Young ha precisato di aver manifestato per anni il suo disappunto per l'uso delle sue canzoni nella campagna di Trump, ma sarebbe stato sempre ignorato. Ritiene che la sua arte esca danneggiata dall'essere associata al Presidente degli Stati Uniti: "Immaginate come si sente uno a sentire Rockin' in the free world dopo che parla questo presidente. Non l'ho scritta per questo". Neil Young, infine, ha chiesto un risarcimento per i danni che ritiene di aver subito. Nei documenti si cita una cifra fino a 150 mila dollari, dunque circa 126 mila euro. A questo link è possibile prendere visione dei documenti.