Negramaro
in foto: Negramaro

Una provocazione o forse no. Giuliano Sangiorgi lancia una sorta di sfida a se stesso e spiega che "Contatto" – parola che dà il titolo all'ultimo album dei Negramaro – è la parola chiave di questo momento: "Se tra due anni non torniamo in contatto, cambio mestiere" dice durante la conferenza stampa, spiegando che è il contatto col pubblico, sia sul palco che come utente, che gli dà la forza di fare questo mestiere. E in sintesi, in questa provocazione, si muovono sia la band che l'album, che mette in contatto diversi argomenti, come un concept alla vecchia maniera. Oltre un anno di scrittura, pre pandemia, poi la riscoperta del progetto mentre il Paese era chiuso a causa del Covid: quando hanno ripreso in mano la tracklist, dopo aver scandagliato i testi, si sono resi conto che quella era la parola, il riassunto perfetto per quello che era il messaggio della band: "Poteva essere paracula, certo, ma non abbiamo avuto paura di questa cosa. In fondo i Negramaro hanno sempre trattato e raccontato tematiche alte e non nate dalla parola googlata il giorno prima".

Le canzoni, risposta ai commenti degli hater

Il singolo che ha lanciato questo nuovo progetto e che da tre settimane è in testa alle classifiche radiofoniche, parla proprio della celebrazione della vita, del bisogno di ritrovarsi e nonostante questo messaggio di vicinanza – anzi, forse proprio per questo – Sangiorgi in conferenza stampa è un mare in tempesta. Il cantante spazia dagli hater sui loro social alla voglia che la figlia Stella viva in un mondo di umanità, un album paragonato a un lungo post da social in cui la band risponde a tutti coloro che non sanno andare oltre il "Fai il cantante, allora canta!": "A volte non ho risposto ad alcuni post perché c'è troppa leggerezza nell'usare i commenti, che sono le armi del secolo e in quanto armi non le conto. Abbiamo trattato quello che avremmo voluto discutere nei post: è questo il posto in cui voglio dire la mia, questo è il posto in cui voglio rispondere a chi mi dice ‘Sei un cantante, canta'. E allora io lo faccio qua: nel mio piccolo ho detto quello che tutti e sei pensiamo delle questioni umane. Un cantante deve dire quello che pensa e siccome non possiamo rispondere sotto ai social, lo mettiamo in una canzone, questo è il nostro posto. Quando scrivo una canzone faccio politica, scrivere è politica sempre".

Il featuring con Madame

Un fiume in piena per usare un'altra forma retorica, ma che descrive bene le parole del cantante dei Negramaro: "Se fra due anni è ancora così io cambio mestiere, questo è il momento in cui dobbiamo sopravvivere per arrivare al contatto fisico. La mia preoccupazione principale è che mia figlia possa avere diffidenza negli altri, invece deve amare le persone, non deve avere paura se sul pianerottolo di casa incontra qualcuno in mascherina, perché l'unica salvezza che abbiamo è l'altro da sé. Se non ci fosse l'altro, se non ci fosse l'umanità, il pianeta sarebbe nulla". E l'altro è anche la nuova generazione con cui Sangiorgi si confronta: "Stiamo recuperando una nuova italianità, grazie al rap e alla trap". Unica ospite dell'album è Madame, vera gemma della nuova musica italiana, e ancora una donna, come sottolinea il cantante: "Il feat con Madame è il segno della collaborazione tra 40enni e 17enni, ci siamo ritrovati con Francesca – vero nome della cantante – che aveva 17 anni quando abbiamo registrato, ma non ci siamo accorti di avere un'età differente perché lei è enorme di testa".

I cambiamenti di Sangiorgi

La produzione è completamente di Andro che ha spiegato: "Credo si tratti di un album che ha una coerenza molto forte, ma al tempo stesso abbiamo cercato di dare una varietà tra le canzoni per collegarle e scollegarle. Non c'è nulla di scontato, all'improvviso arriva qualcosa che ti sorprende, abbiamo usato i fiati arrangiati alla big band, momenti che mi ricordano Sinatra, ci sono archi, orchestra, sono molto soddisfatto di questo lavoro". E a proposito della creazione, Sangiorgi spiega anche che oltre al modo di cantare ha anche cambiato approccio alla scrittura: "Ho sempre cercato di parlare a chi vuole ascoltare, il mio cambiare non è mai fine a se stesso, questo disco è la summa di tutte le canzoni e la musica che ci è piaciuta negli anni, l'elettronica, la profondità dei bassi, il funky".

L'importanza della Cultura

Una delle ultime parole è stata per l'importanza della musica e della Cultura tutta in questo momento e da sempre: "Vorrei che le istituzioni comincino a considerare l'arte la letteratura etc non bene di lusso, ma bene di necessità primaria, sono prodotti che vanno considerati alla stregua di necessità, perché l'anima va alimentata come il corpo, perché un corpo senza anima e cultura è solo un corpo".