video suggerito
video suggerito

“Neanche mio padre mi diceva cosa fare”, Pupo andrà al festival voluto dal dittatore Lukashenko

Pupo conferma che andrà a cantare nella Bielorussia del dittatore Lukashenko nonostante le polemiche e le critiche che ha ricevuto.
A cura di Redazione Music
92 CONDIVISIONI
Pupo (LaPresse)
Pupo (LaPresse)

A differenza di quanto successo qualche mese fa con un programma in Russia, questa volta Pupo parteciperà al festival bielorusso Slavjanskij Bazaar di Vitebsk, che, come ormai noto, è patrocinato personalmente dal dittatore bielorusso Alexander Lukashenko. Pupo, quindi, non si tira indietro, neanche di fronte a chi gli fa notare che Lukashenko è considerato un dittatore, al punto che le ultime elezioni non sono state riconosciute neanche dal Consiglio europeo, spiegando che non si farà dettare la linea dagli "odiatori da tastiera", e precisando che quel festival è una sorta di Festival di Sanremo della Bielorussia. Che. però, aggiungiamo, non è un paese democratico come l'Italia.

Pupo dice di non conoscere Lukashenko

"Neanche mio padre si permetteva di dirmi cosa dovessi fare. Non ho intenzione di cedere ad alcun ricatto. Vivo da sempre come un uomo libero, nel rispetto delle mie idee e di quelle degli altri" ha detto il cantante intervistato da Quotidiano Nazionale, a cui ha spiegato i motivi di questa sua partecipazione al festival a cui nei giorni scorsi ha partecipato direttamente anche il Presidente bielorusso. Pupo spiega di essere un uomo di pace e che non conosce personalmente Lukashenko: "Non lo conosco, non l’ho minimamente incontrato. Sono qui solo perché invitato dal presidente del festival, un raffinato conoscitore di musica".

Le polemiche per il talent russo

Il mese scorso aveva deciso di non partecipare al talent russo Road to Yalta a causa di alcune minacce reali che aveva ricevuto dopo che si era scatenata la polemica, mentre adesso specifica che la scelta fu presa anche perché volle evitare fraintendimenti: ""Sì, dopo lunga riflessione. Era un evento nel quale si celebrava la canzone di guerra: io ci sarei andato con una canzone di pace ma ho voluto evitare equivoci". Nessun problema, quindi, con il regime bielorusso, sulle cui elezioni del 2020 il Consiglio d'Europa si espresse così: "La cosiddetta ‘investitura' del 23 settembre 2020 e il nuovo mandato rivendicato da Aleksandr Lukashenko sono privi di qualsiasi legittimità democratica. Tale ‘investitura' è in diretto contrasto con la volontà di gran parte della popolazione bielorussa, espressa in numerose proteste pacifiche senza precedenti avvenute dopo le elezioni, e serve solo ad aggravare ulteriormente la crisi politica in Bielorussia.

"Non prendo posizioni politiche, sono neutrale"

A QN, quindi, Pupo – che è molto amato e ha un enorme successo nei Paesi dell'Est Europa e in particolar modo in Russia -, ha ribadito che lui fa il musicista, dichiarandosi equidistante da Ucraina e Russia e spiegando: "Mi trovo qui a fare il mio mestiere di cantante e musicista. Una pura scelta professionale. Non sta a me prendere parte politica. Devo la mia popolarità agli ucraini, ai russi, ai bielorussi…si può essere neutri?".

92 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views