Leon Fleisher (Nancy Ostertag/Getty Images)
in foto: Leon Fleisher (Nancy Ostertag/Getty Images)

Il pianista Leon Fleisher è morto a 92 anni a causa di un cancro. Fleisher era famoso per le sue doti, che mostrò fin da piccolo, al punto da essere considerato un bambino prodigio, anche se successivamente a causa di un incidente perse l'uso della mano destra: il musicista, infatti, soffrì di un problema neurologico, la distonia focale che gli compromise l'utilizzo della mano destra, appunto, costringendolo a continuare la sua carriera da musicista e da insegnante utilizzando solo l'altra mano. Fleisher, però, dopo decenni di terapie tornò a poter utilizzare la mano ricominciando a suonare come quando aveva cominciato fin da bambino. A dare la notizia della morte dell'uomo è stato il figlio che in un tweet ha scritto: "Mio padre e' morto oggi. L'ultimo della sua classe, era un monaco che lavorava nella Chiesa della Musica".

La perdita dell'uso della mano destra

Il musicista cominciò a studiare piano all'età di quattro anni e pochi anni più tardi, quando ne aveva solo nove fu chiamato per partecipare alle lezioni del pianista classico Artur Schnabel, finché a 16 anni debuttò con la New York Philharmonic Orchestra e diede il via a una carriera di fama e prolifica dal punto di vista delle registrazioni. Nel 1964, però, la diagnosi della distonia e a quel punto, senza perdersi d'animo diede il via all'interpretazione di musica scritta per una sola mano. Il musicista era convinto, scrive il New York Times, che la sua malattia fosse dovuta agli anni e anni di pratica enorme e senza stop.

Un doc su di lui candidato agli Oscar

Sempre il New York Times sottolinea come il musicista si sottopose a tantissime cure per i successivi 30 anni, dalle iniezioni di lidocaina a terapie di riabilitazione, psicoterapia, elettroshock, ma senza grandi risultati all'inizio, al punto che, spiegò, a un certo punto pensò anche al suicidio. Ma il pensiero passò e considerò che la sua esperienza e le sue doti potessero essere sfruttate in un altro modo e così decise di dedicarsi soprattutto all'insegnamento: "Mi resi conto che la mia connessione con la musica era più grande dell'essere solo un musicista con due mani" disse alla NPR. Fu nel 1995 che tornò a suonare con due mani, registrando album, uno dei quali, "Two Hands" diventò anche un documentario sulla sua vita che fu nominato agli Oscar.