Dopo le polemiche avellinesi, Morgan torna a parlare della casa che Vittorio Sgarbi gli ha messo a disposizione a Sutri, città di cui è Sindaco, proponendogli il secondo piano di Palazzo Savorelli ad uso casa, ovviamente, ma anche come luogo per partire con alcune attività culturali, punto per cui il cantante lotta da quando gli hanno pignorato la casa di Monza. Dopo lo sfratto, Morgan ha voluto ringraziare il critico e storico d'arte per l'opportunità che gli ha dato, oltre che per avergli dato un tetto sulla testa, anche per la possibilità di usare quello spazio per il suo lavoro e per far partire diverse attività musicali, appunto.

Un luogo di musica a Sutri

"A proposito dell'invito di Vittorio Sgarbi sono contento di leggere nel suo messaggio questo incarico che mi vuole dare – ha raccontato con un video su Facebook -, di creare un luogo che si accenderà di musica: il secondo piano di Palazzo Savorelli ospiterà non solo la mia persona, ci saranno concerti gratuiti aperti al pubblico, concerti di musica di mercato, conclavi, concerti per bambini. Il fatto che Sgarbi dia un luogo che è un foglio bianco è la condizione ideale per costruire da zero un centro musicale. Mi insedierò con un concerto, fare la musica e anche per farla godere gratis".

Le tre problematiche seguite allo sfratto

Ma il cantante sottolinea anche un altro aspetto dell'invito del critico: "Sgarbi è andato oltre, ha colto, ha sentito, la problematica che si divide in tre argomenti: l'essere umano, cittadino, che non ha una seconda casa e per via di leggi sbagliate, inarrestabili, arriva ad essere buttato fuori dalla casa che ha comperato, ma c'è il lavoratore, artigiano musicista etc che fa un lavoro in casa, e togliere la casa studio a un musicista è togliergli l'attività, ma c'è una terza cosa: questo musicista lavora per la televisione di stadio, è un musicista che insegna, fa concerti pubblici, noto e impedirmi di lavorare toglie qualcosa a me e anche qualcosa alla comunità. La comunità è fatta di persone che ricevono e altre che fanno, la cultura è input e output, e così stanno togliendo un output alla cultura".