Mina e Ivano Fossati tornano a collaborare insieme e questa volta lo fanno per un vero e proprio album di inediti. Questo primo lavoro insieme sulla lunga distanza uscirà il prossimo 22 novembre e sarà pubblicato dalla Sony Music che è riuscita a riportare sotto i riflettori due degli artisti che hanno deciso di lavorare per sottrazione per quanto riguarda la propria immagine, con la cantante che lo ha fatto in maniera più drastica, sottraendosi per sempre all'occhio pubblico e Fossati che nel 2011 annunciò l'addio alle scene. Questo lavoro comprenderà 11 brani inediti "scritti e composti da Ivano Fossati e cantati da Mina e Fossati, che tornano a collaborare in un’occasione unica".

Le collaborazioni tra Fossati e Mina

Da oggi parte il pre-order dell'album che sarà disponibile in versione CD Standard Digipack a cui seguirà la versione CD Deluxe Hardcover Book: "Dopo otto anni la mia decisione non cambia: non torno a fare dischi né concerti, ma per niente al mondo mi sarei negato la gioia di scrivere questo album. Nessun musicista sano di mente direbbe no a Mina” ha raccontato Fossati a proposito dell’amicizia che lo lega a Mina e su questo progetto. Non è la prima volta che i due collaborano assieme, l'ultima volta fu Mina a riproporre una nuova versione di "Notturno delle tre" inserita in "Lindbergh", uno degli album più belli del cantautore, che Mina volle incidere e inserire in "Veleno", album pubblicato nel 2002, ma prima cantò anche "Stasera io qui", "Non può morire un’idea", "Cowboys", "Matto" e "La casa del serpente" a cui si aggiunge "E non finisce mica il cielo" scritta per lei ma alla fine cantata da Mia Martini (come ricorda il sito Mina Fan Club).

Il ritiro dalle scene di Ivano Fossati

"Se ci fosse un'occasione meravigliosa ci ragionerò" disse a Manuel Agnelli durante "Ossigeno", la trasmissione di quest'ultimo andata in onda su Rai Tre e alla fine l'occasione di tornare, in qualche modo, è arrivata. Al cantante degli Afterhours spiegò anche il perché aveva deciso di apparire meno e smettere di girare in tour: "Io credo che non bisogna esserci sempre, un autore, musicista, lavora ed è pronto in un certo momento. Mi sentivo pronto a dire cose e farle ascoltare in un certo momento e non ho mai avuto l'ossessione di essere presente che il più delle volte significa farsi vedere alla televisione perché il modo più potente, forte di rappresentare se stessi e fare in modo che la propria immagine giri è partecipare alla tv, mi piaceva fare la musica, il musicista, scrivere le canzoni, fare l'autore e ritenevo che quello fosse il mio vero mestiere".