La Corte di Los Angeles ha respinto la causa del coreografo Wade Robson nei confronti della MJJ Production e della MJJ Ventures, entrambe di proprietà del compianto Michael Jackson. Il coreografo accusava le due società di essere in parte responsabili delle presunte violenze subite quando era un minore proprio dalla leggenda del Pop.

Le accuse respinte dal giudice

A settembre del 2016, Robson, oggi affermato coreografo che lavora al fianco di stelle come Britney Spears, aveva rivelato di essere stato vittima degli abusi di Michael Jackson sin dall'età di 5 anni e per 8 anni. Il giudice della Corte di Los Angeles ha definito le due società non responsabili oltre a ritenere non veritiere le accuse di Wade Robson, che nel 2000, durante il processo in cui MJ si difese in tribunale dalle accuse di presunti abusi sessuali, negò di essere stato vittima di qualsisi tipo di episodio, difendendo il re del pop. In quel processo, Wade Robson dichiarò anche di aver dormito a casa di Michael Jackson, nella residenza lussuosa di Neverland e di non aver mai avuto problemi.

Le parole del figlio di Michael Jackson

"Le accuse a papà? Le ignoriamo". Già in una intervista dello scorso novembre, il figlio di Michael Jackson, Prince Michael, riferiva di portare avanti gli insegnamenti di suo padre, il primo, quello di "non credere a nessuno".

Suona brutto, ma… un sacco di persone sono motivate da se stesse. Mi disse di non credere a qualcuno solo perché quella che diceva sembrava una buona idea, ma fai le tue ricerche. Ci sono un sacco di persone che vogliono interagire con noi solo per quello che siamo.

Dopo la morte di Michael Jackson, i figli sono stati bombardati da una serie di notizie, accusati addirittura di sapere molto di più delle storie private e delle leggende su MJ, su tutti ovviamente le accuse di molestie e di abusi sessuali ai minori: "È stato uno shock, ma abbiamo imparato ad ignorare tutto".