Michael Bublè è in tour, tornato live dopo la malattia del figlio Noah, e arriverà anche in Italia  il 23 e 24 settembre quando si esibirà al Medialanum Forum di Assago. In uno speciale per la NBC di cui Usa Today riporta alcuni stralci il cantante è tornato sull'impressione del tornare a cantare, ma anche sul cambiamento che ha avuto affrontando il cancro al fegato che ha colpito suo figlio nel 2016: "Non penso alla mia carriera, vale zero sulla scala dei valori, conta il tempo con la mia famiglia" ha spiegato il crooner canadese che adesso vive la guarigione del figlio a cui è stato vicino mollando tutto cioè che aveva a che fare con la sua carriera almeno fino alla pubblicazione di "Love" nato anche perché la malattia di Noah è in remissione.

Un tour per stare vicino alla famiglia

Anche questo tour mondiale, però, è organizzato in modo da non stare troppo tempo lontano dalla sua famiglia e così ogni tre settimane passate in tour due saranno spese assieme alla moglie, l'attrice argentina Luisana Lopilato e ai figli Noah, Elias di tre anni e delle nuova nata Vida: "Questa è la miglior via possibile – ha spiegato Bublé -; non posso essere sul palco ed essere felice se non sono con la mia famiglia. Ricordo di essermi ritrovato a pensare, ‘perché mi importa di tutte queste stronzate? Di ciò che pensa la gente di me, di quanti ‘Mi piace', di quanto ho guadagnato? Ora non mi importa più". Bublè aveva annunciato l'addio e non aveva idea se sarebbe mai riuscito a tornare: "Il mio promoter mi disse ‘Michael, se mai deciderai di tornare indietro, devi prepararti bene perché succederà una di queste due cose: o la lontananza rafforzerà l'amore oppure lontano dagli occhi, lontano dal cuore". Evidentemente è valsa la prima.

Il rapporto coi fan

La scala di valori, però, è cambiata al punto che il cantante ha saputo che il tour era sold out solo grazie a un messaggio di Ed Sheeran che gli faceva i complimenti: "Ho ricevuto un messaggio da Ed Sheeran che mi faceva i complimenti, ma non ne avevo idea finché non me l'hanno detto le persone che sono attorno a me. Quando il mio manager mi ha chiamato ha detto ‘Posso dorti una cosa?' e mi ha detto che in un'ora e mezza era tutto sold out, a quel punto ho pianto così tanto che mia moglie è venuta a casa pensando che fosse morto qualcuno. Nell'intervista Bublè ha anche spiegato che gli è servito l'affetto dei fan che adesso non chiama fan perché la parola ha un'accezione di fanatismo che nei suoi fan non esiste, ma ha anche spiegato: "L'altro giorno eravamo a Disneyland assieme ai miei figli e tantissime persone mi stringevano la mano dicendomi che avevano molto pregato per me. È stato triste perché ti tornano in mente un sacco di cose ma allo stesso tempo mi ha dato fede nell'umanità e nella bontà delle persone".