in foto: Massimo Zamboni

Se hai fondato un gruppo chiamato CCCP, che nel frattempo ha scritto la Storia del rock italiano, non puoi far passare sotto traccia i 100 anni della Rivoluzione Russa. per questo Massimo Zamboni, fondatore della band (che negli anni avrebbe cambiato nome prima in CSI e poi in PGR) assieme a Giovanni Lindo Ferretti ha deciso di mettere in scena uno spettacolo dedicato proprio al Secolo della presa del Palazzo d'Inverno, che darà il via alla Rivoluzione Russa e lo farà proprio il 7 novembre al Teatro Augusteo di Napoli, città che, racconta, è vicina a tutto ciò che è "moti" e "rivolte" e che è stata tappa fondamentale per Lenin che toccò la città partenopea per raggiungere Capri, dove risiedeva Gorkji a cui propose (con poca fortuna) di essere parte attiva nel Movimento Bolscevico: "Napoli è una città in grado di dare valore alla sua musica e poi c'è un episodio storico molto importante, visto che Napoli e Capri sono state le uniche sedi del passaggio in Italia di Lenin nel 1910 e 1911 per cercare di fondare il Movimento Bolscevico" racconta Zamboni a Fanpage.it.

"I Soviet + l'elettricità" per coltivare la nostra sensibilità.

Cosa è rimasto nell'immaginario collettivo di quel mondo? Di quel secolo Novecento che ha fatto della liberazione dell'uomo dall'uomo uno dei suoi credo fondanti? Se lo è chiesto il musicista per costruire il suo spettacolo. "I soviet più l'elettricità non fanno il comunismo" cantavano i CCCP in "Manifesto", una delle loro canzoni simbolo, da cui è tratto il titolo "I Soviet + l'elettricità", e dopo la disillusione l'uomo si è scoperto come creatura complessa, fatta di spirito, bisogni, natura, modellato da secoli di storia e da retaggi millenari: "Se dovessi riempire il palco di falci e martello, bandiere rosse o operai, soldati e contadini che urlano slogan sarebbe poca cosa, ma abbiamo bisogno di coltivare la nostra sensibilità, aggiornandola con quello che arriva anche dal passato – racconta Zamboni -. Ci sono parole che vengono da quel mondo, come Utopia", "Riscatto, Emancipazione, che sono e devono essere attuali".

Artisti e musica del comizio musicale.

Lo spettacolo pescherà sicuramente da quell'immaginario – il concetto di "comizio" dà l'idea – e si alimenterà di elementi classici dell'iconografia sovietica come il podio e le tribune d'onore che faranno parte della scenografia di quello che Zamboni tiene a sottolineare non sarà un semplice concerto ma una azione teatrale-musicale per una drammaturgia complessa e articolata, costituita in pieni e vuoti, in cui i performer sono una parte fondamentale. Per fare tutto ciò, il musicista ha voluto al suo fianco artisti come Angela Baraldi (voce), Max Collini (voce), Danilo Fatur (performance), Simone Filippi (ritmiche), Simone Beneventi (timpani, vibrafono, ritmiche), Cristiano Roversi (tastiera, basso, programmazioni) ed Erik Montanari (chitarra) e soprattutto una struttura musicale presa soprattutto dal repertorio dei CCCP: "Ho pescato abbondantemente nella produzione dei CCCP, in particolare, approfittando di tutte quelle che sono le canzoni più classiche e meno immediate, poi faremo un'escursione nei CSI, altre del mio repertorio e una degli Offlaga Disco Pax, tutto quello che poteva servirmi per mettere in scena questo comizio".

L'eredità dei CCCP e il rapporto con Ferretti.

Spostando, ma non di molto, lo sguardo, non potevamo non chiedere a Zamboni qual era, oggi, l'eredità dei CCCP che una piccola rivoluzione musicale sono stati in grado di farla: "La cosa che potremmo lasciare come eredità è la voglia di non scherzare, che non vuol dire fare musica seria, ma di farlo seriamente, di crederci e pensare che può cambiare la tua vita e puoi contribuire ad aiutare gli altri ad affrontare la propria, senza gettarsi nel commercio e nel profitto, necessariamente", mentre a proposito di Giovanni Lindo Ferretti, del loro rapporto e di come prenderà questo progetto, spiega: "Credo che lui debba fare i conti con me e con questa mia voglia, così come io faccio i conti con lui e con le cose che racconta e fa e dice anche a distanza. Ognuno dei due deve tenere d'occhio l'altro, perché tra noi due c'è ancora molto collegamento, anche se non abbiamo mai il coraggio di ammetterlo".

Tutte le tappe del Tour.

In attesa dell'annuncio anche di Milano, Roma e di altre città (Zamboni ha ammesso di sperare che possa continuare a lungo), le tappe per vederli all'opera sono: 7 novembre al Teatro Augusteo di Napoli, il 12 novembre al Teatro Verdi di Firenze; il 13 novembre al Teatro Celebrazioni di Bologna; il 15 novembre al Teatro Giovanni da Udine di Udine; il 20 novembre al Teatro Colosseo di Torino, il 7 dicembre al Palazzo dello Sport Bigi di Reggio Emilia.