Ph Jenny Evans/Getty Images
in foto: Ph Jenny Evans/Getty Images

Il Governo si è mosso e con il nuovo Dpcm – in particolare con l'ormai famigerato Allegato 9 -, sono state date disposizioni per la ripresa dei concerti. Da giugno, infatti, in teoria si potranno tenere live, sebbene siano da rispettare tutta una serie di regole non semplicissime. Per molto tempo ci si è chiesti in che modo il settore dei live potesse tornare a ricominciare, anche parzialmente la propria attività, e adesso la risposta c'è. Il Governo si è mosso, ora la palla passa ai promoter e agli artisti: "Dal 15 giugno 2020, detti spettacoli sono svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori, con il numero massimo di 1000 spettatori per spettacoli all’aperto e di 200 persone per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala".

Divieto di acquistare cibo e bevande

C'era stata molta pressione sul Governo per tentare di non gettare completamente all'aria la stagione estiva e in questa direzione vanno le nuove disposizioni. Ora la palla passa ai promoter, appunto, ma anche al pubblico che dovrà adeguarsi a delle regole abbastanza stringenti, come sa chiunque sia stato almeno una volta a un concerto. Uno dei principali nodi da sciogliere è quello che riguarda le disposizioni per quanto riguarda cibo e bevande. Lasciando stare l'impossibilità di venderle sul posto, quindi togliendo una grande porzione di guadagno a chi organizza eventi, sarà difficile resistere a un concerto o spettacolo di un'ora e mezza, un paio di ore, senza poter mangiare ma soprattutto bere, soprattutto nella stagione calda. È questo uno dei principali problemi che bisognerà affrontare: "Divieto del consumo di cibo e bevande e della vendita al dettaglio di bevande e generi alimentari in occasione degli eventi e durante lo svolgimento degli spettacoli" si legge nell'allegato.

Mascherine obbligatorie e biglietti online

Un altro dei punti a cui bisognerà abituarsi, da spettatore, sarà quello di resistere il tempo dei concerti con le mascherine, ma questo rientra in un'abitudine più ampia che ci porteremo appresso per un po': "Utilizzo obbligatorio di mascherine anche di comunità per gli spettatori" si legge, ma sarà anche obbligatoria la "misurazione della temperatura corporea agli spettatori, agli artisti, alle maestranze e a ogni altro lavoratore nel luogo dove si tiene lo spettacolo, impedendo l’accesso in caso di temperatura > 37,5 °C". Restrizioni ci saranno anche nella regolamentazione delle file per i servizi igienici, mentre per quanto riguarda l'acquisto dei biglietti si era già più abituati all'acquisto online: "Vendita dei biglietti e controllo dell’accesso, ove possibile, con modalità telematiche, anche al fine di evitare aggregazioni presso le biglietterie e gli spazi di accesso alle strutture".

Le difficoltà per i promoter

Se per il pubblico non sarà semplice, allo stesso modo sarà complesso per chi i concerti li organizza. A leggere questo nuovo decreto, infatti, le spese aumenteranno e gli introiti diminuiranno: insomma, sarà difficile far quadrare i conti, contando che spesso proprio cibo e bevande sono uno dei mezzi principale di guadagno (pensavate si arrivasse al pareggio solo con i biglietti? Sbagliavate). Bisognerà sanificare gli ambienti, ci saranno meno persone e, appunto, non ci saranno introiti. Si tratta, insomma, di ripensare tutto il sistema, calmierando i costi di produzione e probabilmente aumentando i biglietti.