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Mario Monicelli morto suicida: la celebre sigla de L’Armata Brancaleone

Monicelli era nato il 15 maggio del 1915 a Viareggio, è stato uno dei maggiori esponenti della commedia italiana. Forse il più grande.
A cura di Biagio Chiariello
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Mario Monicelli si è suicidato stasera a Roma, gettandosi dal quarto piano dell'ospedale San Giovanni dove era ricoverato per un tumore alla prostata. Aveva 95 anni. L'allarme è stata lanciato alle 21. Inutile i tentavi di rianimazione. Incredibile destino quello del celebre regista che muore, così, in modo analogo al padre Tommaso, giornalista e critico teatrale, che pure si era tolto la vita nel 1946.

Monicelli era nato il 15 maggio del 1915 a Viareggio, è stato uno dei maggiori esponenti della commedia italiana. Forse il più grande. Ha girato quasi 70 film ed è stato autore di 80 sceneggiature. Fra i suoi maggiori successi al cinema, Guardie e ladri con Totò (1951), I soliti ignoti (1959) , La Grande guerra (1959)che vinse il Leone d'oro a Venezia; L'armata Brancaleone (1965) di cui possiamo riascoltare la celeberrima canzone usata come sigla.  Trionfatore al festival di Berlino per tre volte con Padri e Figli, Caro Michele e il Marchese del Grillo. Ben 5 David di Donatello con pellicole come Amici Miei e Un borghese piccolo piccolo. Da annoverare anche 4 nastri d'argento.

Una vita dedicata al cinema nella quale ha avuto l'opportunità di lavorare con tutti i grandissimi: da Totò a Vittorio De Sica, da Sophia Loren a Marcello Mastroianni, da Alberto Sordi a Vittorio Gassman.

Una notizia inconcebile, sconvolgente, della quale non si conoscono ancora i particolari.

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