Marco Mengoni (Crediti BRAINSTORM AGENCY)
in foto: Marco Mengoni (Crediti BRAINSTORM AGENCY)

Marco Mengoni è il re natalizio della classifica Fimi degli album più venduti: il suo ultimo "Atlantico", infatti, è stato in testa per tre settimane su quattro, comprese le ultime due dell'anno, quella del Natale e di Capodanno, a conferma del cantante di Ronciglione come uno degli artisti più amati del pop nazionale, uno dei pochi a potersi confermare più volte in testa alle classifiche, e raggiungere una certificazione platino in poche settimane: "Sono assente dalle scene da due anni e mezzo ma avevo proprio bisogno di un cambiamento, avevo bisogno di ricerca, di ricercare in me cose che avevo lasciato da parte. Il mio vecchio progetto è durato tre anni più o meno ed è stato molto pesante energeticamente, avevo bisogno di riconquistare la mia libertà di pensiero e la libertà di analizzare" ha spiegato qualche settimana fa a Fanpage.it, parlando proprio di quest'ultimo album, anticipato dai singoli "Voglio" e "Buona vita", seguiti, poi, da "Hola (I Say)" che l'ha visto duettare con Tom Walker.

La scelta di uscire con Voglio e Buona vita

"Io sarei uscito con tre singoli, addirittura – spiega il cantante -, era molto difficile definire con un pezzo tutto quello che c'era all'interno di Atlantico e del disco. Ho avuto troppe influenze e quindi scegliere un pezzo che rappresentasse tutto il disco era difficilissimo, ma è stato difficilissimo anche con due pezzo a dire la verità. Sicuramente ‘Voglio' riprendeva, musicalmente, un primo assaggio dato con l'ultimo singolo dell'ultimo progetto [‘Onde', ndr], mentre ‘Buona Vita' è stata scritta perché è un augurio e me la sono un po' dedicata e ho dedicato buona vita a questo disco".

Alla ricerca della parte più tradizionale della musica

La varietà dei singoli ha un po' spiazzato qualche fan che forse non si aspettava questa svolta, soprattutto la differenza tra i due singoli iniziali, confermata dall'ascolto dell'album, ma poi, pian piano, i risultati hanno dato ragione a lui: "Dall'esterno, uscendo con delle cose diverse tra loro e con degli spunti, paradossalmente, opposti, sembra un po' che tu stia lanciando delle provocazioni, ma in realtà non lo sono, fanno parte di me, delle mie giornate e del mio essere, non mi ritengo una persona ‘coerente', quindi mi piace, mi piace ricercare, ho necessità di cibarmi di cose diverse e fare uscire parti diverse di me, di confrontarmi anche con musiche diverse. In questo disco sono andato a ricercare la parte più tradizionale della musica – continua Mengoni -, posso citare Amalia Rodriguez con il Fado, posso riprendere i canti Masai in ‘Muhammad Ali', posso prendere i Buena Vista Social Club e Celia Cruz. So che può essere completamente spiazzante e fuorviante quando si esce con cose completamente diverse ma sono io".

La lentezza e il tempo che passa

In conferenza stampa, poi, il cantante aveva parlato anche del concetto di lentezza e del tempo che passa da non sprecare, di cui parla anche in "Hola (I Say)": "Sulla lentezza io vado a ricercare tutte le sensazioni che ho avuto e tutte le emozioni che ho provato voglio riprenderle perché voglio andare contro il meccanismo naturale che abbiamo nel nostro cervello di mettere da parte le emozioni troppo forti perché potrebbero far male. Per quanto riguarda il passato e la lentezza, analizzando delle scelte che ho fatto, anche un caffè non preso mi ha portato a dire ‘Cavolo!' e avere sensi di colpa, perché pensavo ci fosse più tempo e invece non è vero. Una delle mie canzoni preferite è ‘C'è tempo' di Fossati e dice "c'è tempo per questo mare infinito di gente" e vado un po' a contrasto, perché mi dico che non è vero, non c'è più tempo".