Mancano pochi giorni al ritorno del Mi Ami, il Festival della Musica e dei Baci – organizzato dall’agenzia creativa Better Days e da Rockit.it – che tornerà dal 24 al 26 maggio all'Idroscalo di Milano – Circolo Magnolia, per la sua quindicesima edizione. Come ogni anno il festival resta un importante punto di riferimento per la musica italiana, per gli artisti e i fan, raccontando un po' quelle che sono le novità della musica italiana contemporanea. Il palco del Mi Ami è da sempre un laboratorio che racconta bene quali sono le varie anime dell'industria musicale italiana, unendo nomi più famosi ad artisti esordienti, prendendo tutto lo spettro possibile, unendo rap, pop, rock in quel calderone che è la contemporaneità musicale.

Quindici anni di Mi Ami

Per questo motivo sui tre palchi si trovano il vincitore dell'ultimo Festival di Sanremo e una band rap campana quasi esordiente, una delle principali rappresentanti del rap italiano con una delle migliori artisti indie rock del Paese, per una collezioni di colori musicali che soddisfano i palati più vari che potranno godere, come ogni festival che si rispetti, di arte, fumetto etc… A fare da fil rouge di questa edizione del Mi Ami è un ritorno all'amore sintetizzato dalla locuzione latina Amor Vincit Omnia, "frase ‘sbagliata' contenuta in un’opera di Caravaggio: un amore forte, che lotta e che vince su tutto": "Quindici edizioni sono un traguardo importante. Mai come quest’anno abbiamo cercato di superarci facendo semplicemente le cose per bene, senza smanie di grandezza ma continuando saldamente sulla strada di una crescita organica e sostenibile. Abbiamo reinventato l’area del festival, aggiunto aree di intrattenimento fra cui un nuovo palco e uno spazio dedicato allo storytelling. Abbiamo investito nella riduzione dell'impatto ambientale (azzerando praticamente l’utilizzo della plastica monouso), e migliorato il piano sicurezza e viabilità (fornendo a nostre spese ulteriori servizi per chi viene al festival)” spiegano i direttori del festival Stefano Bottura e Carlo Pastore che continuano parlando di una fotografia del presente del passato e del futuro della musica italiana: "Un cartellone in cui, oltre all’orgoglio di avere con noi il vincitore di Sanremo Mahmood che ha fortissimamente voluto suonare al nostro festival, c’è tutta la speranza e la volontà di raccontare l’Italia di oggi nel suo meglio: senza barriere di genere, con inclusiva naturalezza, in magico equilibrio tra ricerca e rispetto".

Chi suonerà al Mi Ami

Quindi ci sarà Mahmood, reduce dal secondo posto all'Eurovision Song Festival, dopo aver vinto il festival di Sanremo con "Soldi" a cui si affiancano nomi come quelli di Motta, della raopper Chadia Rodriguez, dell'esordio live di Massimo Pericolo, della psichedelia di Giorgio Poi, Myss Keta, i giochi di parole dei Coma_Cose, i Fast Animals and Slow Kids, il rap di Ensi, Nitro, Bassi Maestro, Miuke Lennon, poi ancora il cantautorato di Riccardo Singallia e Dimartino, Franco126, Giorgio Canali, Bugo, Sick Tamburo che festeggiano 10 anni, il supergruppo "I hate my village" di Ferrari (Verdena), Viterbini (Bud Spencer Blues Explosion) e Rondanini (Afterhours, Calibro35), Clavdio, Fulminacci, gli Eugenio in via di Gioia, Dutch Nazari, l’elettronica soft dei Malihini dell’attrice Thony, il rap dei Fuera, appena usciti con il nuovo singolo "La mosca pazza", settimo estratto dall'album-playlist "Nuovo Vintage", Auroro Borealo accompagnato da un’orchestra, Giovanni Truppi, La rappresentante di lista, gli Any other di Adele Nigro e molti altri compreso il padre pop di tutti quanti, ovvero Luca Carboni, ispirazione per gran parte dei rappresentanti dell'It-Pop contemporaneo.

Le altro novità del Rockit

Gli artisti si esibiranno sui tre palchi (TIDAL Stage, Palco Jowaé, Palco WeRoad) ma sarà l'0intera area a essere rinnovata e ampliata con il nuovo palco RETRO caratterizzato da una programmazione garage e shoegaze e un’area inedita rinominata MI PARLI, ovvero uno speaker’s corner con la direzione artistica di Storielibere.fm e a cui parteciperanno gli scrittori Valerio Millefoglie, Matteo B. Bianchi e Giulia Cavaliere. Alessandro Baronciani, invece, curerà la direzione artistica del MI FAI 2019, da sempre luogo di incontro tra musica e arte visiva e spin off illustrato del festival.