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Madonna ottiene giustizia, arrestato l’hacker che rubò le tracce del suo album

La polizia israeliana e l’FBI hanno fatto sì venisse arrestato proprio un ragazzo israeliano, 39 anni, presunto colpevole del furto delle due canzoni che fece infuriare l’artista. Madonna oggi ringrazia su Facebook le forze dell’ordine: “Vi sono profondamente grata”.
A cura di A. P.
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Nel mese di dicembre Madonna aveva espresso tutto il suo disappunto per quell'attacco hacker che di fatto aveva mandato parzialmente in fumo anni di lavoro. La cantante era stata infatti vittima di un furto telematico tramite il quale tutte le canzoni del suo ultimo lavoro discografico, ancora non uscito, erano state rubate. Un danno enorme, che lei stessa aveva denunciato, sia pubblicamente tramite delle dichiarazioni che sui social network. Una cosa che l'aveva portata addirittura alla reazione istintiva di pubblicare le canzoni, ancora non pubblicate, diversi giorni dopo online, per i suoi fan. Per l'esattezza si trattava di due pezzi estratti dal disco, in uscita il 9 marzo prossimo, dal titolo Rebel Heart.

Ma dopo un mese e più Madonna ha avuto la sua rivincita, o meglio si direbbe "giustizia", visto che il presunto ladro è stato arrestato. Un hacker di 39 anni è stato arrestato dall’Unità speciale 433 della polizia israeliana perché sospettato di aver immesso nel web, dietro compenso, numerose canzoni di Madonna che ancora non erano pronte per essere divulgate. E' quanto afferma il portavoce della polizia israeliana, Micky Rosenfeld senza diffondere dettagli sull’identità dell’arrestato ed è una notizia confermata dal post pubblico di Madonna sulla sua pagina Facebbok, nella quale ha espresso grande gratitudine nei confronti delle forze dell'ordine e chi avesse contribuito a questo arresto: "Sono profondamente grata all’FBI, alla polizia israeliana e a chiunque abbia contribuito all’arresto di questo hacker. Ho apprezzato moltissimo i fan che ci hanno aiutato. Come ogni cittadino, ho diritto alla privacy. Questa invasione nella mia vita a livello creativo, privato e professionale è una esperienza devastante, ed è così per tutti gli artisti che subiscono reati di questo genere".

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