La nuova canzone di Chiara Galiazzo si chiama "L'ultima canzone del mondo" e anticipa il nuovo album della cantante. Il brano, pubblicato lo scorso novembre, unisce due temi: quello dell'amore e quello ambientale. "L'ultima canzone del mondo" è un brano d'amore per la persona più importante e al contempo è un inno d'amore per la Terra, che ha bisogno di cura e rispetto. Il brano non doveva essere un singolo, ma lo è diventato dopo che la cantante ha fatto un viaggio in Islanda toccando con mano il problema ambientale e lo scioglimento dei ghiacciai. Dopo aver postato alcune immagini del suo viaggio ha ottenuto dei feedback di persone che negavano il problema: "Ho l'abitudine di parlare dei miei viaggi sui social e mi aveva fatto strano il fatto che avevo ricevuto un po' di messaggi in cui mi si diceva che non era vero che si stavano sciogliendo. A quel punto ho scelto di fare improntare progetto per sollevare questo problema" ha detto a Fanpage.it.  La cantante ha pensato che il brano – scritto assieme a Mahmood e Katoo – avesse la possibilità di raccontare entrambe le cose e così ha chiesto a Greenpeace di collaborare, dandole qualche informazione materiale e anche qualche immagine da poter utilizzare nel video. A quel punto è tornata in Islanda per girare un video che sottolinea proprio questo aspetto. Il brano farà parte di un album che uscirà nel 2020 e che, pur non essendo nato come un vero e proprio concept, avrà al centro la Terra: "Riguardandole tutte, mi sono detta che ogni canzone è un luogo".

Quando è nata "L'ultima canzone del mondo"?

Questa è stata la prima canzone che abbiamo scritto del mio album, è stata la prima, si sente che c'è tutta l'energia che avrei voluto mettere in tutto l'album. Era curioso, poi, che la prima canzone che scrivevamo si chiamasse "L'ultima canzone del mondo", questa cosa mi piaceva.

Come è nata e come avete interagito tra voi autori?

È nata come tutte le altre canzoni, mi sono messa in studio con Katoo, Mahmood e altri autori lavorandoci anche per mesi. Conta che ce ne abbiamo messi 3 per chiudere questa canzone e alla fine è la sintesi che volevo nelle mie canzoni. L'idea di farla uscire è arrivata ad agosto, quando sono andata in Islanda, pensavo fosse tutto figo, ed è vero, ma poi mi sono imbattuta nel fatto che si vede ad occhio nudo che i ghiacciai si stanno sciogliendo, le persone ne parlano e sono preoccupate. Ho pensato che avevo questa canzone e avendo davanti quell'ambientazione ho pensato che fosse perfetta, in più ho pensato che potesse essere utile a sensibilizzare su questo argomento. Ho l'abitudine di parlare dei miei viaggi sui social e mi aveva fatto strano il fatto che avevo ricevuto un po' di messaggi in cui mi si diceva che non era vero che si stavano sciogliendo. A quel punto ho scelto di improntare progetto per sollevare questo problema e dargli ancora ulteriore forza nel mio piccolo.

Quindi l'idea nasce dal titolo, insomma, o avrebbe potuto essere qualsiasi altra canzone a cui avresti dato questo significato?

Nel testo ci sono delle cose che richiamano questo tema: si parla di paura, cambiamento, bel futuro, mi è sembrato incredibile il segnale che una canzone scritta l'anno prima si potesse plasmare su quello che avevo davanti, sembrava fatto apposta.

Il tutto poi l'hai esplicitato nel video…

Sì, in un secondo momento ho contattato Greenpeace, perché potevano darmi dei dati più certi – volevo confrontarmi con persone che ne sapessero realmente – e delle immagini stupende, poi siamo tornati in Islanda a novembre per girare. Sono molto contenta del risultato del video, anche perché avevo veramente tutto chiaro, la cosa doveva essere così, volevo rappresentare la bellezza ma anche far capire che quella bellezza sta per finire.

L'Islanda è un paese che si sposa con questa idea, è un Paese alla fine del mondo, un luogo di decadenza ma anche di salvaguardia…

Ad agosto avevo già cominciato a capire che la situazione non era ottimale, mentre ero lì c'era stato il funerale a un ghiacchiaio. Il lago su cui abbiamo girato non esisteva, come mi ha detto la nonna di un ragazzo che ho conosciuto là, e ora è di 8 chilometri, chissà cosa potrà succedere, non so. Bisogna occuparsi realmente di questi temi, io sono molto spaventata.

Tu parlavi di follower che ti scrivevano, in realtà ci sono Capi di Stato che la pensano così, ma siamo anche in un periodo in cui c'è un movimento molto forte…

…E incomprensibilmente a volte contestato. Non ci credo. "L'ultima canzone del mondo" è un pezzo che potresti dedicare a una persona poco prima che finisca il mondo, ma è anche un po' dedicata alla Terra, che non è altro che il posto in cui le persone a cui teniamo vivono. Quindi voler bene alla Terra vuol dire anche voler bene alle persone che la abitano, per questo ritengo incomprensibile il fatto che si neghi.

Si parla molto di come l'artista possa contribuire alla discussione e questo può essere un modo, no?

Quello che ho fatto è proprio una piccola goccia nel mare, però una goccia alla volta fa il mare, penso che bisognerebbe dirle sempre più spesso queste cose, soprattutto se uno le vede con gli occhi.

E ora che feedback hai avuto?

Guarda, credo di aver spiegato bene il concetto perché ci sono tante persone, soprattutto giovani, quelli più sensibilizzati, sono contenta perché mi scrivono e vedo che il concetto è passato. Ma non so se gli altri hanno cambiato idea.

Se potessi scegliere quale sarebbe la tua ultima parola del mondo?

Rispetto, che è meglio di amore, perché coincide un po' con tutto.

Quest'anno come sarà?

Uscirà il disco, quindi mi preparerò in questo senso

Hai già chiuso, che puoi dirci?

Guarda non posso dire niente, tutto l'album ha a che fare con la terra, però io sono fissata, quindi è stato un processo involontario per cui quello che vivo lo metto anche nelle canzoni.

È nato come idea pregressa questa del concept?

No, ma alla fine, riguardandole tutte, mi sono detta che ogni canzone è un luogo.