C'è un vuoto enorme per quanto riguarda l'ascolto in streaming della musica italiana, quella di Lucio Battisti. Il repertorio di uno degli artisti italiani più amati, infatti, è introvabile online per motivi che riguardano soprattutto la volontà della moglie della cantante che fa valere i suoi diritti sui canali di distribuzione su cui far navigare le canzoni del marito. Una mancanza pesantissima, sia per i fan, che devono virare su Youtube se vogliono godere di qualche canzone di Battisti senza supporto fisico, sia per il mercato e alcuni di coloro che guadagnano da un catalogo che, come scrivono oggi sul Corriere della Sera Milena Gabanelli e Mario Gerevini, vale circa 800 mila euro l'anno.

Chi detiene i diritti della musica di Battisti

La situazione è abbastanza complessa e in questi ultimi tempi più che a livello musicale, la questione ha più a che fare con le aule dei Tribunali dove si stanno scontrando coloro che hanno le percentuali nella società Edizioni Musicali Acqua Azzurra srl con "la moglie Grazia Letizia Veronese (75 anni) e il loro unico figlio, Luca (45), da una parte con il 56% del capitale e fino a poco tempo fa tutte le leve di potere in mano; dall’altra Mogol (9%) e la Universal Ricordi (35%) del gruppo francese Vivendi di Vincent Bolloré" come continua il Corsera che riprende anche la battaglia vinta in parte in primo grado da Giulio Rapetti (Mogol) che deve essere risarcito con 2,6 milioni.

Le canzone con Mogol

E sono proprio le canzoni scritte assieme a Mogol quelle che danno maggiori guadagni, ovviamente, pezzi che hanno fatto la storia della musica italiana e che hanno segnato gran parte della carriera di battisti che interruppe il sodalizio solo dopo "Una giornata uggiosa", con l'album "E già" che anticipò la collaborazione tra il cantante e il poeta Pasquale Panella con cui realizzò i cinque album successivi, anch'essi stupendi anche se meno noti rispetto a canzoni come "La canzone del sole", "Pensieri e parole", "Sì viaggiare" etc.

La musica di Battisti in streaming?

"Le incomprensioni iniziali sono sfociate in atti giudiziari e cause di risarcimento, addebitando alla signora Veronese una gestione del catalogo eccessivamente conservativa. Risultato: la società è finita in liquidazione pur essendo tutt’altro che in dissesto" scrivono la Gabanelli e Gerevini raccontando un iter giudiziario complesso che ha visto l'abbandono dei due liquidatori prescelti inizialmente dal Tribunale spiegando che la situazione era a un punto morto, di stallo, così il Tribunale ha commissariato la società affidando la guida all'avvocato Gaetano Maria Giovanni Presti che ha potere decisionale che "eserciterà nella sua piena discrezionalità e responsabilità senza necessità di autorizzazione alcuna dei soci" e soprattutto avrà "la possibilità di concedere licenze di sfruttamento economico delle opere «anche online»". E qua è il cavillo a cui i fan possono aggrapparsi per sperare di poter vedere realizzato il sogno di ascoltare anche in streaming, per esempio, tutto Battisti e permettendo anche una riscoperta massiva della sua opera anche da parte di un pubblico giovanissimo. Non c'è dubbio che l'eventuale sbarco del catalogo su Spotify, ad esempio, che è la piattaforma principale di streaming al mondo, comporterebbe un'enorme pubblicità oltre a una serie di iniziative volte a rendere sempre più visibile e fruibile la musica di Battisti., Per questo, però, bisognerà aspettare ancora un po', per adesso resta il ricordo per l'anniversario della sua morte avvenuta il 9 settembre del 1998