Con il repack del suo ultimo album, "Potere (Il giorno dopo)", Luchè è finito in testa alle classifiche e, in fondo, non se l'aspettava neanche lui, che si era arrampicato fino alla seconda posizione nella settimana di debutto della prima versione. Il rapper napoletano è senza dubbio uno dei nomi di punta del rap italiano ed è stato protagonista della scena, qualche mese fa, grazie all'esplosione del singolo "Stamm' Fort", insieme a Sfera Ebbasta. Inedito che è finito proprio nel repack dell'album, in cui è incluso anche "Parliamo", il singolo prodotto da Charlie Charles. Una nuova edizione che Luca Imprudente, vero nome del rapper ex Co' Sang, ha voluto accompagnare anche con una biografia che racconta un american dream in salsa napoletana, con gli inizi difficili, nella periferia nord di Napoli, Marianella, Scampia, Secondigliano,, il lavoro da magliaro a Londra ma la musica sempre in testa.

Ciao Luca, te l'aspettavi questo primo posto?

No, no, non me l'aspettavo, fino a un paio di giorni prima dell'uscita delle classifiche non ci avevo manco pensato, anche perché è un repack, poi mi ha chiamato il mio discografico dicendo che rischiavamo di andare in testa e così è stato. Abbiamo anche venduto un bel po' di copie, sono contentissimo.

Anche in un momento in cui si parla di quanto conti o meno la classifica un po' di soddisfazione la dà…

Assolutamente, è importante, magari è più importante quando esci la prima volta con il tuo disco, certo anche col repack è importante, ma in maniera relativa: alla fine, però, dai, è stato importante riuscire ad arrivare a fare meglio dell'anno scorso, anche se erano due periodi diversi, quando uscii con il primo c'erano i cantanti di Amici che quando escono sono difficili da battere a livello di vendite.

I risultati, comunque, li avevi visti anche altrove: Stamm Fort' è diventato il tuo pezzo più ascoltato in streaming, per dire.

Quest'anno è stato un crescendo, inizialmente "Stamm' Fort" doveva andare nel disco, poi non l'abbiamo messa perché non eravamo convinti di alcune cose, quindi abbiamo deciso di farla uscire a gennaio e col senno di poi ti dico che è stato meglio così, perché avere un singolone così, assieme a Sfera, sei mesi dopo l'uscita del disco, ha dato un'ulteriore botta a me, al disco e agli altri pezzi. È stato uno dei pezzi più forti dell'anno, poi quella frase che fa "Quest'estate sono single" farà sì che anche in estate avrà un secondo ciclo.

Indipendentemente dagli inediti, questo repack è stato anche un modo per raccontare a chi non la conoscesse la tua storia, grazie al libro.

Guarda, chi viene da Napoli, chi mi segue dagli inizi, riesce a dare un significato e un valore particolare alla mia musica perché ha un'infarinatura del mio background, quindi se dico determinate cose sono percepite in un certo modo da chi mi conosce, poi c'è chi si innamora della hit, quindi si innamora di un lato di me: quello più superficiale, commerciale, romantico etc ma non conosce tutto il resto, per questo motivo, visto che reputavo la mia storia interessante, ho voluto raccontarla così anche chi mi conosce a metà può conoscere delle situazioni che mi hanno caratterizzato e strutturato nella mia vita, e può avere una chiave di lettura diversa della mia vita.

Per tirare su i soldi di Chi more pe’ mme hai fatto “po’ di magagne, grazie a delle amicizie di Torre Annunziata, un grosso paese in provincia di Napoli che ha la sua reputazione. Compriamo e vendiamo”. Mi sembra la storia dei PNL ma con qualche anno d’anticipo.

Sì, ma è stato un piccolo periodo, avevo delle amicizie, lì si coltiva erba, andavamo avanti e in dietro in treno, quelle stronzate che fai quando sei piccolo per racimolare un po' di soldi. Noi veniamo da un posto vicino Secondigliano, sai qual è lo stile di vita, i PNL lo fanno in maniera interessante, con con sonorità molto suggestive, sono forti e con dei testi poetici, però il racconto della strada è un racconto che esiste da tempo.

Tutto il racconto della tua vita pre Co' Sang mi ricorda un po' il famoso sogno americano in salsa napoletana: da Marianella alla Universal, che ti scopre per caso.

È quello che si riassume nel sogno americano, sì, la classica storia di tutti i rapper che sono riusciti a fare della musica il proprio lavoro, sono venuti tutti dalla strada, hanno fatto i lavori più umili, per bruciare le tappe, però ovviamente in un contesto europeo, napoletano.

Senti, invece adesso che succede, a parte i numeri in classifica?

Avrò un tour interminabile questa estate, ben venga, ma sarà molto stancante e tra una data e l'altra sto già iniziando a lavorare al disco nuovo: qualche idea, qualche melodia, qualche beat, insomma, concerti a parte sono al 100% con la testa sul disco. Non vorrei far passare molto tempo, vorrei uscire la primavera prossima col disco nuovo, il momento è caldo.

Hai già idea di suoni e direzione?

Sì ho già una direzione artistica, ho delle idee su quello che voglio fare, quello che è mancato fino ad ora e voglio aggiungere adesso.

Quanto il concerto al Palapartenope del 2017 è stato una svolta?

Sia quello del 2017 che l'ultimo sono stati molto importanti, perché sono in molti quelli che hanno avuto un picco ma non sono riusciti a confermarsi successivamente, quindi li pongo sullo stesso piano, anche se hanno importanza diversa. Il primo, quello di Malammore, è stato importante perché è stata una risposta incredibile delle persone alla musica, senza marketing o pubblicità, siamo andati sold out  solamente con un post sui social e a pagamento non l'aveva fatto nessun rapper napoletano. Mi ha cambiato, mi ha rasserenato, perché quando fai una cosa così importante resta, raggiungi un obiettivo che non può toglierti nessuno, che rimarrà. Nel rap si dice ‘vali quanto la tua ultima hit', se non riesci a confermare la tua musica non vali più niente. Il secondo Palapartenope pure è stato importante perché è sempre complesso riconfermarsi, e a questi due possiamo anche aggiungere quella all'ex Base Napoli. Sono contento di avere un pubblico concreto, non di passaggio, a differenza di quanto avviene ultimamente.