I Muse in concerto a Milano (ph Elena Di Vincenzo)
in foto: I Muse in concerto a Milano (ph Elena Di Vincenzo)

Con l'Italia, si sa, i Muse hanno un rapporto speciale, sia singolarmente (parla la storia personale di Matt Bellamy) che come band, sempre apprezzatissima nel nostro Paese, che vive ogni tour della band inglese come un vero e proprio evento. Anche per queste tre date del Simulation Theory World Tour la tendenza è stata confermata, dal momento che, stando agli organizzatori, sono stati venduti complessivamente 140 mila biglietti per le date di venerdì 12 e sabato 13 luglio, quando li ha accolti lo Stadio San Siro e per il concerto del prossimo 20 luglio allo Stadio Olimpico di Roma, con prevendite ancora disponibili sui siti ufficiali sia di TicketOne che di TicketMaster. Insomma, numeri che sarebbero sold out ovunque per i Muse sono posti da riempire.

Un concerto fantascientifico

Un record per i Muse che non avevano mai raggiunto una cifra del genere, neanche negli anni passati, quando pure avevano riempito le location scelte: i Muse sono tornati allo Stadio San Siro dove già furono protagonisti nel 2010 e allo Stadio Olimpico in cui, invece, suonarono nel 2013 e da cui furono tratte le registrazioni del loro film concerto "Muse – Live at Rome Olympic Stadium" diretto da Matt Askem. Matt Bellamy, Dominic Howard e Chris Wolstenholme hanno portato in Italia, quindi, il loro ultimo album Simulation Theory uscito lo scorso 9 novembre e lo hanno fatto con una scenografia degna dei grandi concerti rock, che aveva come idea quello di un futuro da sci-fi.

La scaletta del concerto dei Muse

Il motivo per cui hanno fatto questa scelta stilistica nasce dalle decisioni prese per quest'ultimo album in cui le chitarre hanno rubato un po' di spazio alla tecnologia: "Rispetto all'album precedente abbiamo cambiato la prospettiva, con suoni diversi e pensando alla tecnologia con un'ottica differente: non solo un potenziale pericolo, ma piuttosto come possibilità di fuga da una realtà sempre più brutta o noiosa" come ha detto Bellamy all'Ansa. La scaletta è stata pensata per accontentare tutti i gusti e non scoraggiare chi ama la Storia della band con l'esecuzione di pezzi come "Bliss", "Time is running out" e "Supermassive black hole" e un bis che ha visto il mix "Stockholm Syndrome", "Assassin", "Reapers", "The Handler" e "New Born" che ha portato alla chiusura con "Knights of Cydonia" aperta da un'intro di "Man With a Harmonica" di Ennio Morricone.