Checco Zalone ha pubblicato una nuova canzone che si intitola "Immunità di gregge". Il comico pugliese – al secolo Luca Medici – non è nuovo alla pubblicazione di canzoni ironiche, ch talvolta hanno fatto discutere e che fanno parte dei suoi film. Questa volta Zalone – noto anche per le sue imitazioni canore, appunto – ha deciso di vestire i panni di un novello Domenico Modugno e sulla scia della sua "Lu pisci spada" ha deciso di comporre una canzone pr questi tempi di isolamento da Covid-19: "Una canzone per voi, due note in allegria. Mai come in questo periodo bisogna evitare di dire mai come in questo periodo".

L'immunità di gregge di Checco Zalone

Ovviamente da Zalone non poteva che uscire un testo ironico e non privo di doppi sensi, con riferimenti al Presidente Conte e al Covid-19. Zalone ha postato anche il video di questo brano che lo vede protagonista assieme a Virginia Raffaele: "Aspetto che sboccino le viole, febbraio è troppo triste e fuori piove, te la darò di marzo il giorno nove. Ma l'8 fu quel giorno buio e tetro che il Presidente disse almeno un metro, da allora aspetto invano in questa stanza due cose stringo in mano, una è la speranza. Arriverà l'immunità di gregge, sui monti e sulle spiagge la pecora più bella sarai tu, amore mio vedrai tutto andrà bene e l'ultimo tampone sarò io per te". Il romanticismo si sviluppa in altri versi come: "La quarantena sai è come il Veneto, spegne i focolai piccoli ma può accenderne di grandi, come quello che arde nel mio cuore, lui non resta a casa il mio cuore va per le strade, scavalca muri, varca portoni, perché anche un cuore si rompe i …"

L'ultima canzone fu Immigrato

Lo scorso dicembre Checco Zalone pubblico la canzone "Immigrato", un brano in cui costruì una presa in giro ai razzisti prendendo in prestito alcuni dei pregiudizi su di loro e mettendoli in primo piano. La canzone faceva da lancio al suo "Tolo tolo", film che sarebbe uscito a gennaio, ma non fu capito da tutti e si portò appresso non poche critiche, oltre a milioni di visualizzazioni.