La corte suprema degli Stati Uniti ha deciso di non riaprire il caso tra i Led Zeppelin e gli eredi del leader della band Spirit, Randy California. La contesa, iniziata nel 2014, conferma la vittoria dei Led Zeppelin per cui Jimmy Page e Robert Plant non avrebbero copiato il brano "Taurus", singolo pubblicato dagli Spirit e scritto da Randy California.

La battaglia legale

La battaglia legale, arrivata alla corte suprema dopo una vicenda giudiziaria iniziata nel 2014, sembra essere arrivata alla fine. Viene confermata la vittoria dei Led Zeppelin, nello specifico di Jimmy Page e Robert Plant, sulle accuse di plagio rivolte da un componente della band Spirit, il bassista Mark Andes, assieme agli eredi del frontman Randy California. Il brano in questione è uno dei successi più famosi della band, "Stairway to Heaven", con l'accusa che chiedeva di porre sui credit del brano la firma di California per un arpeggio introduttivo molto simile a quello del brano "Taurus" degli Spirit. L'azione non avrebbe avuto effetto retroattivi sui diritti d'autore del brano, stimati attorno ai 500 milioni, ma sarebbe entrato in gioco sui profitti futuri.

La storia in tribunale

Nell’aprile del 2016 il giudice di Los Angeles Gary Klausner ravvisò delle somiglianze tra i due brani, al punto da porre in giudizio ad una giuria la decisione sul caso. Il 23 giugno successivo venne stabilito che non c’erano sufficienti elementi di somiglianza per dare ragione agli eredi e si votò in favore dei Led Zeppelin. Dopo una richiesta d'appello dell'anno successivo, nel 2018 la corte d'appello di San Francisco confermò il parere della giuria, sentenziando ancora a favore dei Led Zeppelin. Gli eredi per l'ultima volta hanno presentato negli scorsi mesi un procedimento per il riesame degli atti processuali, con la richiesta di intervento della corte suprema degli Stati Uniti.

Il caso tra i Rolling Stones e Richard Ashcroft

"Stairway to Heaven" non è l'unico caso di battaglie legali tra autori che hanno utilizzato lo stesso giro di accordi. In passato alcuni episodi hanno creato dei precedenti sull'utilizzo di arpeggi simili suonati con velocità diverse, in cui gli autori hanno dovuto riconoscere i diritti ad altri artisti. È il caso di "Blurred lines" di Pharrel Williams e Robin Thicke, in cui i giudici diedero ragione agli eredi di Marvin Gaye, per la somiglianza con il brano "Got to give it up", ma non solo. Solo l'anno scorso Mick Jagger e Keith Richards dei Rolling Stones hanno dovuto riconoscere la totale paternità del brano "Bitter sweet symphony" a Richard Ashcroft dei Verve.