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26 Novembre 2018
15:29

Le prime parole di Lele Spedicato: “Il vostro amore mi ha travolto e sostenuto, a presto”

Le prime parole di Lele Spedicato, chitarrista dei Negramaro, ricoverato a settembre per un’emorragia cerebrale, sono arrivate durante un evento di vanity fair a Milano: “Volevo ringraziarvi tutti dell’amore che mi avete mandato in questi ultimi mesi” ha detto il musicista mentre Giuliano Sangiorgi, entusiasta, saltava sul palco.
A cura di Redazione Music
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Le prime parole di Lele Spedicato sono arrivate durante l'intervento dei Negramaro all'evento Vanity Fair Stories dove la band era ospite. IL chitarrista della band, colpito da un'emorragia cerebrale lo scorso settembre è in fase di recupero, dopo aver passato settimane in ospedale in prognosi riservata, ha parlato in questa occasione per la prima volta, e ha voluto ringraziare tutti quelli che lo hanno sostenuto e nella registrazione che Giuliano Sangiorgi e soci hanno portato con sé: "Ciao ragazzi, vi mando un caloroso abbraccio – ha detto il chitarrista -. Volevo ringraziarvi tutti dell'amore che mi avete mandato in questi ultimi mesi. Volevo dirvi che mi è arrivato tutto, mi ha travolto e mi ha sostenuto. E vi ringrazio con tutto il cuore di così tanto affetto. Grazie, grazie, grazie, spero a presto, con affetto Lele".

Lo scioglimento della prognosi

Lele ha ripreso un po' quello che avevano scritto in differenti occasioni sia la sua band che la moglie Clio Evans che avevano pregato i fan di pensare a lui, dandogli la forza di riprendersi. Dopo i primi giorni complicati, pian piano le condizioni di Spedicato sono andate migliorando e anche se la prognosi restava riservata, le voci di miglioramento si facevano insistenti, fino al bollettino con cui i medici hanno sciolto la prognosi, permettendogli di lasciare il reparto di rianimazione dell'ospedale “Vito Fazzi” di Lecce.

Un eroe per la moglie Clio

Nei giorni scorsi, in seguito alla nascita del primo figlio di Spedicato e della Evans, la moglie ha definito il marito un eroe. In un'intervista al Corriere della Sera, infatti, ha spiegato che nei venti giorni in cui Lele è stato in Rianimazione, mentre era incinta, ha attinto "tutte le forze della galassia e dell'universo, per restare in piedi, per tenere il bambino in pancia, per stare vicino all'uomo che amo e sono stata premiata" e si dice fieri di lui: "È una forza, un eroe, e il nostro bimbo è una spinta a reagire ancora meglio".

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