Finalmente Sanremo 2021 è cominciato ufficialmente, con i primi quattro Giovani e i primi 13 Big e i vuoti in platea con i sediolini protagonisti del monologo di Fiorello che dopo una versione rock di Grazie dei fiori dedica l'inizio della kermesse all'assenza del pubblico e dei suoi culi. Tanto cominceremo sempre allo stesso modo probabilmente, come lo scorso anno: Fiorello mattatore, nel bene e nel male. Attacco pigro di un pezzo? Può essere, ma alla fine basterebbero i primi dieci minuti di questa prima serata per capire che il ruolo di Fiorello è ancora più importante. Non sempre il conduttore riesce a tenere alto il ritmo e alcune battute un po' si perdono. Ma provateci voi a tentare di far ridere con le risate finte.

Ai lavoratori dello Spettacolo pensiamo domani

I sedili vuoti diventano subito simbolo, di un Festival senza pubblico, ovviamente, ma anche di una situazione generale di silenzio per un settore che da mesi combatte con l'impossibilità di esibirsi. I sedili vuoti e il palco pieno assumono un valore diverso. Forse è un po' retorico e ammetterlo non sminuisce la retorica, ma a volte bisogna aggrapparci all'ovvio per descriverlo. Resta una domanda però: ma perché il festival della ripartenza non fa alcun accenno alla situazione del settore?

I giovani reggono il peso del debutto

La serata vede più artisti dell'anno scorso e meno fuochi d'artificio per quanto riguarda tutto il carrozzone, anzi pare che l'emozione colpisca tantissimi artisti e le esibizioni sono molto penalizzate, tra stecche, imperfezioni sia vocali che nelle performance. Un peccato perché alcune canzoni pagano un po'. Ma ci sono anche artiste come Noemi, Michielin e Madame che tengono a galla il tutto. Forse c'è qualche problema tecnico perché le performance sono spesso poco incisive, ma forse la mancanza di pubblico e il ritorno conta più di quanto potessimo immaginare. L'impressione è che alla fine i giovanissimi (Madame, Maneskin) abbiano dato un po' di freschezza.