Lazza (ph Mattia Guolo)
in foto: Lazza (ph Mattia Guolo)

Primo in classifica nella prima settimana disponibile con "Re Mida" e secondo nella settimana, ma solo perché è arrivato Ligabue con il suo "Start" a prendersi la testa della classifica. Lazza è tornato con un album che mescola un po' tutto, l'old school, la trap e anche il suo amore per il piano: "Suona Chopin se muoio" canta in "Per sempre", il primo pezzo che dà il la al suo secondo album – dopo Zzala – e brano che immerge subito l'ascoltatore in sonorità più trap tra quelle presenti nell'album, con un flow che lo pone tra i migliori della nuova generazione. Cita Gaber ("Io non mi sento italiano ma per fortuna o purtroppo lo sono come Gaber), Battisti, campiona Drake e Mobb Deep, ci sono feat con Fibra, Luché e Gué Pequeno, ma anche con Izi, Tedua e Giaime che sono anagraficamente più vicino: "Dicono che il secondo sia il più difficile, la cosa fondamentale è confermarsi, mantenere un livello, ma sono contento che la gente mi stia dando ragione. Ero spaventato, ho avuto bisogno dei miei tempi per impacchettare questo lavoro nella maniera migliore possibile. Capisco che qualche fan si fosse stufato nell'attendere però è importante che il lavoro venga organizzato in maniera professionale" spiega a Fanpage.it spiegando come ha affrontato la pressione del secondo album, dopo il successo del primo.

Lazza e gli studi di pianoforte

Ma Lazza smentisce quello che è un cliché sempre duro a cadere, ovvero che il rapper sia ignorante: Jacopo Lazzarini, invece, ha studiato pianoforte al Conservatorio e unisce la rima, la punchline, il flow alla produzione e alterna il pezzo più "ignorante" a quello più ricercato, lo fa con coscienza anche perché, ci spiega: "Penso che per fare l'ignorante ci voglia intelligenza, comunque, ho un bagaglio diverso, ho studiato tanti anni, perché mi piace la musica e secondo me un artista per essere completo deve saper spaziare tra una cosa e l'altra se no, se fai un disco di tutte tracce ignoranti o un disco di tutte tracce introspettive e ‘frignone' dopo un po' annoi".

Come nasce Netflix

Trap, dicevamo, ma non solo e così se quelle sonorità sono tra le più presenti, ci sono anche derive verso altri lidi: "Netflix è un pezzo che si sposta un po' da quelle che sono le mie corde, io vengo dalla roba un po' più cruda, proprio rap, dal freestyle, dalla roba in 4/4, quindi è un pezzo che nasce dalla voglia di portare qualcosa di nuovo ed è stato fatto anche in questa versione per pianoforte e voce che ho voluto riarrangiare e adesso me la sto studiando in modo da cantarla live con il piano". Intanto lui si ritiene a metà strada tra new e old school: "Mi ritengo nel mezzo, perché sono più vicino, come età, a Tedua, Izi, quello che è il nuovo movimento però ho sempre quella forma di rispetto e stima che è stata ricambiata da Fibra, Gué, Luché, che mi ha fatto strapiacere avere all'interno dell'album".

Lazza e il rap al femminile

Nei mesi scorsi Lazza ha anche lavorato alla produzione del primo pezzo di Beba per Island, "Groupie" e a proposito del rap al femminile e delle maggiori esponenti del momento, ovvero Beba, Chadia Rodriguez e Priestess, dice: "Hanno tutte le caratteristiche che servono per fare dei numeri in questo genere, Beba e Chadia sono due tamarre, in senso buono, per come si approcciano al rap, Priestess è più ‘educata', le rispetto tutte e tre, sono tre prodotti molto validi".