Sergio Sylvestre (Photo by Marco Rosi/Getty Images)
in foto: Sergio Sylvestre (Photo by Marco Rosi/Getty Images)

Sergio Sylvestre si è emozionato e non è stato perfetto durante l'esibizione dell'Inno di Mameli prima della finale di Coppa Italia tra Napoli e Juventus. Il cantante, ex vincitore di Amici, il talent di Maria De Filippi, è stato l'artista scelto dalla Lega Calcio di serie A per dare il via ufficiale alla finale di Coppa, cantando l'inno italiano mentre le squadre erano schierate a centrocampo in attesa del calcio d'inizio. In uno stadio completamente vuoto, le parole di Sylvestre e la sua voce risuonavano ancora più forti e non è stato difficile rendersi conto che l'emozione lo ha fregato: "Dov'è la vittoria…" e a quel punto il cantante si è fermato, ha preso fiato, ha ripreso il controllo e ha portato a termine l'esibizione.

Le critiche ingiuste a Sylvestre

Sergio Sylvestre ha sbagliato e subito c'è chi ha colto al volo l'occasione per prendersela con lui, con la Lega Calcio e con tutti quanti, perché in fondo ormai abbiamo la critica facile. Quando si parla degli altri, ovviamente. Siamo pronti a condannare l'emozione, senza riuscire a contestualizzare la situazione. Dice: è un professionista. Ma anche i professionisti sbagliano, anche se tecnicamente Sylvestre non ha sbagliato, come ha spiegato lui stesso, ma è stata solo una questione di gestione dell'emozione: "Mi sono bloccato, non perché mi sono dimenticato le parole, ma semplicemente ti emozionati a vedere uno stadio così vuoto, è un peccato" ha detto il cantante in un video sui propri social, spiegando quello che non c'era neanche bisogno di spiegare.

Bloccato non per dimenticanza

Ma la strumentalizzazione è dietro l'angolo, così come la malafede di alcuni personaggi pubblici che usano lui per parlare e intendere altro: "È stata una serata molto emozionante, non ero mai stato così emozionato, neanche quando sono stato ad Amici, a Sanremo. È stata una cosa incredibile incredibile, vedere uno stadio così vuoto e sentire questa eco fortissimo. Mi sono bloccato perché mi veniva una tristezza molto forte. Sono una persone molto sensibile queste cose quando sono sul palco mi coinvolgono tanto" ha continuato Sylvestre".

L'emozione e la responsabilità di Sylvestre

Sergio è un ragazzo che in questi anni ha dovuto confrontarsi con un mondo nuovo, ha vinto Amici, ha partecipato a Sanremo, ha gestito un successo scoppiato in mano all'improvviso. Una cosa già di per sé non semplice, specie quando sei giovane. Trovarsi a cantare l'inno in quelle condizioni non deve essere stato facile, ma lui non si è fermato, si è solo preso qualche secondo in più per gestire un groppo, probabilmente. Beato chi non sbaglia mai, beati quelli che non aspettano altro che un piccolo inciampo per vomitare astio e bile, ma che al primo errore vorrebbero quell'attimo di comprensione che non concedono a nessuno.